L’Europa senza Grecia

Da qualche giorno mi capita d’inciampare in questa foto.

La citazione vuol dire: “L’Europa senza Grecia è come un bambino senza certificato di nascita”. Leggendola e rileggendola mi sono convinto che si faccia sempre più confusione tra i termini “Unione Europea” ed “Europa”, che rappresentano due concetti ben distinti. Riguardo al suo autore -un politico francese già presidente della République- Wikipedia dice:

Noto per il suo supporto al federalismo europeo, Valéry Giscard d’Estaing è stato il presidente della Convenzione europea.

Bingo, sentivo proprio puzza di bruciato.

Nonostante ignori il contesto in cui tale frase sia stata pronunciata, i motivi del mio disgusto nei suoi confronti e in quelli del suo attuale utilizzo sono molteplici.

Il primo è il più superficiale: lo stuolo di zombie che osanna l’immagine come tutte le volte che legge parole che non comprende accompagnate da un nome che non conosce.

Più in generale, come detto, l’aver sostituito Unione Europea con Europa. Sebbene siano entrambe delle convenzioni, lo sono in maniera molto differente: l’Unione Europea è un soggetto politico studiato a tavolino e realizzato da alcune persone negli ultimi decenni, mentre “Europa” definisce una zona geografica (che non coincide con quella dell’UE) origine di un mosaico socioculturale dal retaggio plurimillenario .

Poi c’è la superficialità della metafora stessa, che scredita e discrimina chi sia privo di un pezzo di carta. Hey ladies and gentlemen, è il certificato di nascita a non valere niente: si nasce anche senza e non altera affatto il valore di una vita. Ma l’espressione fa leva su due concetti atavici che i politici come quell’avvoltoio di Casini ci vomitano spesso addosso: i bambini e la nascita. Il risultato è evocativo ed efficace, e ingenera nel lettore un’associazione d’idee che porta al sorgere di artificiali sentimenti patriottico-materni.

Ciliegina sulla torta il becero e banale sfruttamento della nudità femminile.

Insomma l’Europa senza Grecia non potrà esistere a meno che non si decida di cambiarle nome, sprofondi nell’Egeo o salti in aria, né tanto meno la nazione ellenica si può identificare col certificato di nascita dell’Unione Europea, visto che non faceva nemmeno parte della CECA.

Non capisco nemmeno questo morboso onanismo nei confronti dell’Unione Europea, pressoché superflua alla coltivazione dei rapporti umani, ha contribuito invece all’aumento del razzismo nei confronti di una parte degli esclusi, visto che chi si compiace di parlare con disprezzo di “extracomunitari” poi magari incensa Stati Uniti e Israele, cui vende il culo mentre prende a calci quelli di immigrati asiatici e africani.

Un’ultima nota di colore: Grecia e Italia si ritrovano in questa situazione di merda anche grazie alla Goldman Sachs, la banca/istituto finanziario con a stipendio il nostro morigerato premier, Mario Monti.

Va tutto bene.

-m4p-

PS
Trovo il federalismo europeo un’idea aggressiva e pericolosa per l’autodeterminazione dei popoli.

Collegamenti esterni:

Il Trattato di Lisbona

Amore e morte (sottotitolo: “amare da morire”)

La necrofilia è una perversione sessuale molto rara tra le persone, mentre per i cadaveri sembra essere l’unica alternativa. Tra gli svantaggi della necrofilia ci sono la scarsa lubrificazione del partner e la puzza. Tra i vantaggi il non dover usare anticoncezionali o un nome falso.
Inoltre, necrofilia e zoofilia sono le cose che meno mi hanno fatto ribrezzo in Twilight.

Si posso distinguere tre tipologie di necrofili:

  • necrofilo semplice, senza l’aggiunta dell’articolo;
  • il necrofilo latente, che coi morti fa solo sesso online;
  • il serial killer necrofilo, chiamato anche ‘o Marpione dagli esperti.

Si tratta di una perversione tipicamente maschile, che nasconde a volte un’omosessualità che il soggetto non vuole ammettere, tranne nel caso di Jim Hutton. Le donne necrofile sono perciò per lo più compagne di partner necrofili e la loro fantasia sta nell’immedesimarsi con la vittima, le troie.

Mors mea, tacci tua. (CapaRezza, necrofilo semplice)

Tra le pratiche necrofile più comuni si annoverano: la mano morta, il bacio mattutino con la fiatella, l’eucaristia e Bruno Vespa.

Muor giovane colui ch’al cielo è caro (Giacomo Leopardi, necrofilo latente)

A Troia Achille uccise Pentesilea, regina delle Amazzoni, e dopo averla spogliata delle armi per farne bottino rimase abbagliato dalla sua bellezza e la violentò nonostante fosse già morta. Ma visto che lei non disse mai “no”, non si può parlare effettivamente di violenza. Per di più, durante l’amplesso Achille pensava a Patroclo.

Si uccide ciò che si ama. (Oscar Wilde, serial killer necrofilo)

Hitler è stato citato più volte come esempio di necrofilo, il che getta una luce del tutto nuova e romantica sull’Olocausto. Difficilmente, però, Spielberg ne trarrà un film.

Nelle relazioni necrofile il partner ti lascia all'inizio

L’atto perverso è espressione di dinamiche profonde, come la scelta del pesticida. Non si comprende la relazione con l’altro come persona, si esprime invece come relazione con i propri fantasmi incarnati nel feticcio, nel caso l’iPhone non basti. La scelta dell’oggetto rivela quanto poco mascherato sia il bisogno e quanto forte la ricerca di contatto. Un’alternativa economica all’andare a puttane, insomma. Tranne se si sceglie l’iPhone.

La fantasia più frequente vede l’altro corpo attivo, partecipante. Ma basta parlare della mia ex e torniamo ai necrofili.

Carl Tanzler, un medico, nel 1933 trafugò la salma di una paziente che due anni prima non era riuscito a salvare e la portò nella sua abitazione, dove tentò senza successo di farla resuscitare col cunnilingus. Più tardi, dopo aver annotato sul suo diario che aveva un sapore migliore di quelle che sanno di pesce, si limitò a “ricostruire” il corpo della donna con seta, occhi di vetro, una parrucca e un tubo di cartone alla zona vaginale della defunta donna, allo scopo di avere rapporti sessuali o abrasioni al pene, non è chiaro. Tenne nel suo letto il cadavere della donna per ben 7 anni, fino a quando cioè non fu riuscito a eiaculare, decapitando il cadavere dall’interno. Tanzler venne condannato solo per aver trafugato la salma, ma fu rilasciato in poco tempo. Stando a un’inchiesta condotta da Sandro Mayer, gran parte dell’opinione pubblica considerò l’accaduto come frutto del romanticismo del medico, il quale nel breve periodo di carcerazione ricevette molte lettere di solidarietà da parte di Barbara D’Urso e la CIA.

Ted Bundy portava le sue vittime in un luogo isolato, le picchiava e uccideva tramite strangolamento o armi da contatto; il cadavere veniva talvolta stuprato anche dopo che erano passati diversi giorni, per fare pace.

Jeffrey “mostro di Milwaukee” Dahmer lobotomizzò una vittima per non venire abbandonato, lasciando accesa per errore Mtv.

Potremmo intendere la necrofilia come l’esasperazione del bisogno di relazionarsi con l’oggetto assente, in cui i soggetti manifestano un desiderio di vicinanza e comunione con l’altro, contrastato dall’incapacità di lasciarsi andare a comunicare. La forma definitiva di nerd, in sostanza.

Dio è morto, Marx è morto. Quando si deciderà pure Woody Allen potrò finalmente organizzare la gang bang che sogno da tanto.

Mi scoperei volentieri un cane morto, maschio e minorenne per vedere cosa indignerebbe di più i soliti bigotti benpensanti.

-m4p-

Aggiornamento

A stro’ logia

L’astrologia affonda le sue radici nell’inventiva di alcune persone che per orientarsi di notte si sono ispirate alla mitologia greca (a sua volta basata sull’ignoranza e sull’uso di sostanze stupefacenti) o, come l’ha definita il Dottor Sheldon L. Cooper del California Institute of Technology di Pasadena:

The mass cultural delusion that the sun’s apparent position relative to arbitrarily defined constellations at the time of your birth somehow affects your personality.
[L'illusione culturale di massa che la posizione apparente del sole all'ora di nascita rispetto a costellazioni decise arbitrariamente influenzi in qualche modo la personalità - T.d.m4p]

Lo zodiaco che conosciamo grazie ai cartoni animati è sopravvissuto fino a oggi perché i romani l’hanno rubato ai greci, e i loro discendenti hanno esportato democrazia e cultura un po’ dappertutto nel corso dei secoli, con straordinario successo. Sebbene il cielo notturno del nostro emisfero non sia visibile in quello australe e quindi i nati a sud dell’Equatore non possano risentire degli effetti di quelle stelle, i sempre egocentrici europei (v. ad es. un planisfero) sono riusciti a vendere anche a loro questa superstizione. Cosa rende il cielo dell’emisfero boreale più magico della sua controparte diversamente settentrionale? La storica e arrogante imposizione socioculturale? Il marketing? L’abitudine? L’acqua del cesso che scorre in senso orario?

Quando mi sono chiuso un dito nello sportello della Fiesta ho scoperto una nuova costellazione, che ho chiamato subito a gran voce con il nome di un essere mitologico per metà maiale.

Quella che vediamo, inoltre, non è nemmeno la posizione effettiva di stelle e pianeti in quel momento -come accennava già il Dottor Cooper- poiché vista l’enorme distanza la loro luce ci arriva col ritardo medio di un Intercity (tenete presente che quella del sole ci mette 8 minuti per giungere fino a noi e altri 250 affinché Carlo Conti sia soddisfatto dell’abbronzatura). Per non parlare poi del fatto che tendiamo a dimenticare la terza dimensione (oltre a lunghezza e circonferenza), e che cioè le stelle non sono appiccicate alla volta celeste: tra di loro distano -in profondità- parecchi anni luce, anche se appartengono alla stessa convenzione. Il fatto che “creino dei disegni”, insomma, è solo una coincidenza, un’impressione – a proposito di antropocentrismo e sostanze stupefacenti.

Penis Major, una costellazione visibile solo dopo la quarta pinta di Tennent's

Nonostante sia indubbia e scientificamente provata l’influenza della luna su maree, ciclo mestruale e licantropi dovuta a magnetismo e gravità, non esiste alcun risvolto mistico o arcano, tranne che per il ciclo mestruale. Se dovessi dar retta agli astrologi, poi, coi miei 26 anni dovrei aver già incontrato l’amore della mia vita almeno due o tre volte, un numero tale da poterlo identificare col mio dentista o col mio parroco, che all’epoca mostrommi un certo interesse per la cosa. La storia dell’amore della vita presenta anche due problemi alternativi, come ho già detto in un altro post:

  1. ci si innamora tra persone dello stesso segno con conseguente scioglimento di innumerevoli matrimoni e aumento di incesti;
  2. ci si innamora di qualcuno pur non essendo l’amore della sua vita, con conseguente aumento di depressione e di Satana.

Mentre le caratteristiche del segno zodiacale sarebbero quelle di come si appare agli altri, l’ascendente rivelerebbe invece la vera natura dell’individuo e, credetemi, se siete Vergine ascendente Sagittario come me, vi conviene. Tuttavia anche questa favola si basa su un’invenzione dell’uomo: il tempo. Bisogna considerare l’ora solare anche quando vige quella legale? Si tiene conto del fuso orario o ce n’è uno ufficiale e poi ognuno fa i propri calcoli?

Insomma come avrete capito Paolo Fox non è tra i miei amici né lo followo, e non solo perché nel suo sito ufficiale ci tiene a sottolineare che “non ha pagine su Facebook, Twitter o altri social network”. Mi chiedo come mai sia così refrattario al dialogo.

-m4p-

F.U.CK. (Frequently Usked Ckuestion)

Non credi che prendere in giro qualcosa in cui credono ardentemente milioni di persone sia una pantagruelica mancanza di rispetto?
Più che altro credo che approfittare della credulità di gente primitiva per trarne profitto sia una mancanza di rispetto religiosamente maggiore. Ah, no, scusa, torniamo all’astrologia. Boh, forse è un’evoluzione della teoria dell’evoluzione: il più forte (in questo caso il più furbo) ha la meglio sul più debole (psico-spiritualmente) com’è naturale che sia. Darwinismo 2.0, a questo siamo arrivati.

Collegamenti esterni:

Concordiamo?

Questo è quello che ho capito guardando la tivù oggi pomeriggio:

Le priorità dell’A.D. di Costa Crociere, in ordine:

  1. dissociarsi dal comandante;
  2. il crollo del titolo in Borsa;
  3. l’impatto ambientale.

Le priorità di Mara Venier e Marco Liorni:

  1. alimentare l’inerziale compassione degli spettatori;
  2. alimentare la morbosità degli spettatori;
  3. far finta di difendere il comandante.

Le priorità degli ospiti in studio:

  1. linciare mediaticamente il comandante;
  2. linciare mediaticamente il comandante;
  3. linciare mediaticamente il personale di bordo.

Le priorità di Marino Bartoletti:

  1. far vedere i baffi;
  2. parlare dell’Andrea Doria;
  3. decretare se fosse fuorigioco.

Le priorità degli psicologi:

  1. impaurire;
  2. tranquillizzare;
  3. cagare il cazzo.

Le priorità dei giornalisti:

  1. alimentare l’inerziale compassione degli spettatori;
  2. linciare mediaticamente il comandante;
  3. fare domande idiote a superstiti e soccorritori.

Le priorità dei superstiti:

  1. fare filmati da mettere su internet;
  2. paragonare questo naufragio a quello del Titanic.
  3. spiare il comandante prima dell’impatto.

Le priorità dell’opinione pubblica:

  1. il numero delle vittime;
  2. paragonare questo naufragio a quello del Titanic.
  3. la figuraccia dell’Italia e degli italiani.

-m4p-

Marionuel

Queste qua sotto sono le prime righe di un raccontino che ho scritto l’estate scorsa per un altro mio blog. Visto che mi piace parecchio lo ripropongo qui per dargli un pizzico di visibilità in più.

C’era un periodo in cui uscivamo sempre insieme io, Stefano, Luca e Manuel, compagni di basket e di lavoro estivo al bar del campeggio. Avevamo preso la patente da poco e ce ne andavamo in giro per bowling e pub dove Manuel, più piccolo di due anni, ci faceva sempre fare delle figuracce ordinando acqua liscia, lui che non guidava. Al ritorno ci fermavamo a casa sua a saccheggiargli il frigo e a guardare la tivù fino a tardi: film, telefilm, sport. Altre volte parcheggiavamo lungomare e tiravamo l’alba giocando a chiacchiere.

Ci allontanammo un po’ finite le superiori; io andai all’università a Bologna, Luca in Trentino sei mesi l’anno come cuoco e Manuel l’estate faceva finta di lavorare da un’altra parte mentre finiva il liceo con un anno di ritardo. Ci sentivamo di rado, vedendoci ancora meno. Ci furono scazzi, invidie, incomprensioni, ma alla fine tornammo a frequentarci con regolarità, anche se non come prima, vista la distanza. Ogni tanto avevamo la ragazza, ridevamo di donne, politica e fantacalcio. Io ero un papaboy e Manuel bestemmiava invece di mettere le virgole; gli altri due stavano nel mezzo. Poi io persi la fede e Manuel la ritrovò ma la tenne per sé, ripristinando l’equilibrio.

[Continua QUI]

My Italian dream

Sono sempre stato affascinato dalla comicità americana da stand-up, tant’è che per anni sono stato fan di Daniele Luttazzi. Poi ho scoperto gli originali e sono passato a loro. Ma è stato proprio Luttazzi a insegnarmi che la stand-up comedy non è molto appetibile agli italiani, a meno che non la si scialacqui, involgarisca o snaturi come a Zelig o Colorado. Per questo volevo andare in America, prima di accorgermi che il sogno americano è già qui e ce l’abbiamo davanti agli occhi continuamente: un centro commerciale dietro l’altro a sbranare i piccoli commercianti, catene di multisala che soffocano i cinema tradizionali, canali e programmi televisivi di, con e per mediocri, massoneria, stragi di stato, politici puttanieri, politici della Goldman Sachs. E allora ho deciso di restare.

Ok, non siamo bravi come loro a far la guerra, tutt’altro, però ci abbiamo dato più di cento basi militari sul nostro territorio, agli “amari cani” (per non parlare degli F35 che siamo pronti a comprare in barba alla crisi), li abbiamo coperti ai tempi di Ustica e, secondo Frattini, siamo “tra i migliori amici di Israele in Europa”, quindi insomma… ci stiamo dando da fare. Visto poi che Obama si becca il Nobel per la Pace nonostante sia andato alla Casa Bianca (anche) coi soldi dell’industria bellica, inasprisca le misure liberticide del suo predecessore e salvaguardi il settore militare dai tagli, può darsi che uno tra Fabio Volo, Moccia e Licia Troisi riesca ad accaparrarsi quello per la letteratura.

“Io fumo. Se dà fastidio a qualcuno vi consiglio di dare un’occhiata al mondo in cui viviamo e tapparvi quella cazzo di bocca.” -Bill Hicks

Poi ci sono l’arroganza e la maleducazione, specialità a Stelle&Strisce. A ventisei anni uno si aspetta che le conversazioni vadano così:

“Ciao Marco, la coinquilina di X non trova il caricabatterie, non è che per caso ce l’hai tu, visto che l’avevi usato?”
“No.”
“Ah, ok.”

STOP.
E invece no. Prima ti arriva una telefonata da un’amica in comune con l’accusatrice (cugina di un amico del coinquilino della diretta interessata) nonostante l’accusatrice abbia il tuo numero e si vanti di non aver paura di chiamarti e dirtelo lei. Pensi che la vostra amica comune stia scherzando, allora ridi e dici che magari te ne saresti accorto, che non aveva senso portarselo all’Estragon e che alla fine dei conti, anche fossi stupido, almeno tu eri sobrio, a differenza di chi ti accusa e della sua cricca (coinquilina esclusa, ma solo perché non c’era). Non finisce qui. La coraggiosa accusatrice decide di parlarti minacciandoti su facebook:

marco, vedi ti tirare fuori il caricabatterie nokia

Poi ti cita quello che hai scritto (che non fa che rimarcare che te ne saresti accorto, del cavo) e aggiunge:

allò io ho riferito quello che hai detto a alice…. spero che sto caricabatterie salti fuori sennò sei un vero idiota.

Tu, visto che capisci quanto non abbia senso piccarsi per una cazzata del genere -anche perché è un’amica di una tua amica- e che fondamentalmente non te ne frega un cazzo di quel che pensa l’accusatrice, fai il diplomatico:

Mah. Quanta poca fiducia. Io sono sicurisimo di averlo rimesso a posto sul tavolo, ci sono stato attento perché avevo paura di lasciarci il cellulare…
Con due “s”.

E in tutta risposta ricevi un “lo spero.” Uhm, va be’, ridi un altro po’ sulla totale mancanza di beneficio del dubbio nella società moderna poi te ne dimentichi, al massimo lo scriverai nel tuo blog.

Ma non finisce qui. Negli States quasi una persona su due è in sovrappeso e ben una su tre è obesa; anche qui stiamo prendendo la stessa rotta: in Italia ci sono sempre più bambini grassi e pigri. I neonati non li si fa più attaccare al seno della madre ma si dà loro un Happy Meal. Il regalo? Un ictus a otto anni. E i genitori sono pure ben lieti d’ingozzarli e innalzarli -con una gru- su un piedistallo creato ad hoc, spinti dalla società che li acceca e ne sgretola i valori, rimpiazzandoli con altri di cartapesta e lustrini. A quando un’oscenità come quella dell’inglese Sarah Burge?

“Guarda caro, la piccola sta imitando il sorriso di Ronald McDonald.”
“No, cara, la piccola sta avendo un ictus.”
“Oh, caro, meno male che c’è la ‘Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald’ che crea, trova e sostiene progetti che contribuiscono a migliorare in modo diretto la salute e il benessere dei bambini in tutto il mondo.”
“Ne ha ben donde, cara, visto che in primo luogo è la McDonald’s stessa a peggiorarli, ah ah ah ah.”
“Oh oh oh oh, caro, come sei sagace… vuoi altra sugna?”

-m4p-

Magari non v’interessa neanche: