The Prestige

«Ogni numero di magia è composto da tre parti o atti. La prima parte è chiamata “La Promessa”. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario: un mazzo di carte, un uccellino, o un uomo. Vi mostra questo oggetto. Magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare se sia davvero reale, sia inalterato, normale. Ma ovviamente… è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato “La Svolta”. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ora voi state cercando il segreto… ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Per questo ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo “Il Prestigio”». [Incipit del film]

Stanotte mi sono rivisto The Prestige coi miei coinquilini, godendomi la seconda, necessaria, consigliatissima e piacevolissima visione. È ufficiale, Christopher Nolan, classe 1970, ha spodestato Tarantino nel mio cuore: il buon Quentin dovrà accontentarsi del secondo posto. [Non diciamo cazzate, n.d.m4p]

Christopher Nolan e il fratello Jonathan (di sei anni più giovane) sono due geni, c’è poco da dire. Hanno impegnato cinque anni a stendere la sceneggiatura del film e a decidere come montarlo nonostante sia tratto da un libro, ma il risultato rasenta la perfezione: un racconto nel racconto di un racconto letto da uno dei protagonisti, un intreccio che solo Inception (dieci anni di gestazione) è riuscito a superare, con ben quattro livelli concentrici. Ora i peccatori che non hanno ancora visto questi due film, o che ne hanno visto uno solo, difficilmente ci capiranno qualcosa, ma posso dire poco altro perché corro il rischio di rovinare la magia: come dice Christian Bale/Alfred Borden nel film, “il segreto non fa colpo su nessuno. Il trucco che c’è dietro invece è ciò che conta”. E dire che ce l’avete sotto il naso per tutto il tempo ma… “are you watching closely?

A differenza di Inception, però, in cui l’unico segreto a essere tenuto in serbo fino alla fine è solo quello di Di Caprio/Cobb, in The Prestige i segreti si accumulano sempre di più fino a essere svelati, lentamente, negli ultimi minuti del film, con un puro effetto à la “Uovo di Colombo”, solo maggiore. Molto maggiore.

L’illusionista Nolan si diverte per tutto il tempo a prenderci in giro, a godersi lo spettacolo delle nostre facce attente e spaesate con la baldanza di chi sa, seminando piccoli indizi nelle battute dei personaggi, dalle più insignificanti a quelle più cariche di carisma ma, al primo ascolto, di nient’altro.

Il cast poi è assolutamente all’altezza: se dirlo di Sir Michael Caine può sembrare offensivo, vista la caratura dell’artista, e superfluo invece per quanto riguarda Christian Bale, cui lo schizofrenico ruolo sembra cucito addosso, meno me l’aspettavo, in pura sindrome coxiana, da Hugh Jackman. Per non parlare di Scarlett Johansson, che non mi piace né come attrice né come donna, ma che se la cava bene nel (piccolo, dài) ruolo affidatole. Ma la sorpresa più grande è stata la performance di David Bowie, che recita con bravura e classe da attore consumato (e accento serbo!!!) che non lo fanno affatto sfigurare, anzi, mettono persino in ombra il muscoloso australiano (non che ci voglia molto, direbbe sempre il Dottor Cox) nelle scene girate insieme.

Come dicevo i Nolan sono due geni: a partire da Memento, del 2000 (quando quindi Christopher aveva trent’anni e Jonathan, che ha scritto il racconto da cui il film è tratto, solo ventiquattro) e passando per Batman Begins e The Dark Knight fino ad arrivare all’onirica visionarietà di quel magnifico dedalo che è Inception, ogni film è una perla sotto ogni punto di vista, e sono ansioso di vedere Following e Insomnia, i due film che mi mancano del regista britannico.

Nel frattempo mi riguardo, con ineffabile piacere, gli altri (già fatto con Memento, adesso tocca a Inception e poi ai due su Batman, in attesa del terzo, per il quale non so cosa aspettarmi °o°) e magari vi rompo ancora con le mie impressioni/recensioni personalissime e quindi, ovviamente, di parte. Di chi è il blog?

:P

Buona visione e… Abracadabra.

-m4p-

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