Porco ‘io

Sulla scia della F.I.G.C., nel comune di Piove di Sacco (PD) si sanziona chi viene colto a bestemmiare in luoghi pubblici (con multe dai 51 ai 309 euro).

«Meno male,» dice mio padre digrignando i denti. Non sono affatto d’accordo né con lui né con Bill Hicks: non “solo a L.A. la normale cortesia deve essere legislata“.

Mi spiego meglio. La bestemmia non è un reato, è una mancanza rispetto. Sanzionarla, oltre a ledere la libertà di pensiero e di parola di ciascuno, significa prendere una scorciatoia, eludere il problema anziché tentare di risolverlo per davvero: rispetto e buon’educazione vanno insegnati, non imposti, chi afferma il contrario è pericolosamente superficiale, esattamente come i genitori che lasciano i figli davanti alla tivù tutto-il-giorno-tutti-i-giorni anziché occuparsi di loro, gli stessi che poi li difendono se stuprano e uccidono una loro coetanea (non metto un link perché di fatti così ne conosciamo fin troppi, tutt’al più manderò in onda uno spot durante il prossimo Disney Classic su RaiUno).

Si assurge quindi a legge di uno stato laico (trattenete le risate, vi prego) un dogma religioso, esattamente come fanno i tanto demonizzati Talebani o i qualsivoglia integralisti. È bene precisare, a questo punto, che “integralista” e “islamico” sono due parole ben distinte (nonostante vengano sistematicamente utilizzate insieme), e che non tutti gli islamici sono integralisti, così come non tutti i cristiani non lo sono.

Perché, poi, solo il Dio cristiano non può essere bestemmiato (Madonna&Santi possono essere sacramentati alla bisogna, non essendo divinità)? Perché “cazzo-di-Buddah” non viene sanzionato ed è anzi sinonimo di creatività? Perché tutti gli altri dèi di tutte le altre religioni possono invece essere infangati? Perché se dicessi che Tom Cruise è un coglione quelli di Scientology non dovrebbero denunciarmi?

Prima di chiudere voglio spezzare una lancia in favore della barzelletta raccontata dal nostro giovane premier, e giuro d’esser sobrio. Oltre al sempreverde “chi è senza peccato (letteralmente!) scagli la prima pietra”, la storiella in questione  la conoscevo già (ovviamente la cessa non era la Bindi) tramite un forum in cui “orchidea” era diventato un tormentone, e tutti, tutti, c’avevamo riso a profusione. Ragazze (stra)comprese. Chi non ha mai preso per il culo Rosy Bindi, poi? Ok, a farlo è stato  il capo di governo di un partito rivale e di fronte a dei militari, ma quando qualcuno dell’opposizione (?) dà della troia alla Carfagna o dell’ignorante alla Gelmini in Parlamento perché nessuno s’indigna? «Ma Marco,» direte voi, «queste sono cose vere!» Perché, la Bindi è un fiore? Voi preferireste essere chiamati “brutta” o “bocchinara”? Infine Mister B. non sapeva d’essere ripreso, non dimentichiamolo, perché chiunque al suo posto l’avrebbe ricordato e ci si sarebbe difeso: in pubblico nemmeno uno smargiasso come lui l’avrebbe mai detta (immediatamente dopo, infatti, dice: «se uno di voi tradisce…»).

“Come puoi dire a tuo fratello: «Fratello, lascia che io tolga la pagliuzza che hai nell’occhio», mentre tu stesso non vedi la trave che è nell’occhio tuo? Ipocrita, togli prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello.”

Luca 6:42

-m4p-

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