Una questione politica

“[…] che la mostruosità del nostro tirannello tocchi l’apice nell’andare a puttane, fatemi il piacere, evitate.Che quella fosse minorenne, ok. Che oltre al denaro ci ha messo abuso di potere, pure. Che in quanto Presidente del Consiglio debba rispettare un galateo più oneroso di quello di un comune cittadino, perfetto. Ma l’andare a puttane, in sé, sia un crimine contro l’umanità, per favore, proprio no.”

Malvino

Concordo in pieno, ma se servisse a farlo cascare e a fargli affrontare anche gli altri processi per i quali è imputato (giusto per avere ben chiara la situazione, Wikipedia ha un’intera pagina dedicata), ben venga, anche se, come commenta invece METILPARABEN, “il nostro paese è governato da un tizio che riesce sistematicamente a dare a bere agli italiani ciò che gli fa più comodo, spesso e volentieri perfino contro l’evidenza, avvalendosi del suo spaventoso potere economico e mediatico“.

Ecco, è questo che temo, che nonostante l’evidenza finisca tutto nell’ennesima enorme e corrotta bolla di sapone giudiziaria, e che la gente continui a credere che il nostro giovane premier sia un santo perseguitato ingiustamente dai pm comunisti da quasi trent’anni.

A questo punto mi sorge spontanea un’altra amara conclusione: scartando a prescindere i link di facebook, è davvero utile la resistenza in rete? Seguo diversi blog e pagine di gente che denuncia continuamente quest’abominevole condizione che attanaglia il nostro paese e, nel mio piccolo, cerco di imitarla, ma quali sono i risultati concreti? Chi fa come me, chi commenta articoli e post (intendo chi lo fa davvero, non chi si limita ad insulti e battute scadenti) cosa ottiene? Non abbiamo effettivamente bisogno di sentire certe cose: le sappiamo già, ne discutiamo, le teniamo vive diffondendole e, quando possiamo, diciamo la nostra. Solo che le parole, quando non si perdono nell’etere, vengono accolte ancora e ancora da noi stessi (o dai superficiali invasati di cui sopra), in un circolo vizioso e, temo, inconcludente.

Ma forse sbaglio, forse pecco d’inesperienza nel non saper vedere i risultati. O di presunzione nel volerne ottenere anch’io.

-m4p-

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