Tocca alla Libia

Compagni di merende

Dopo Algeria, Tunisia ed Egitto, tocca alla Libia.

Il nostro giovane premier ha deciso di non disturbare il suo amico di vecchia data, il duce libico Gheddafi, in questo momento in cui un tremendo caos sta attraversando il suo paese. Giusto, casomai sbagliasse la mira: secondo Al Jazeera (sempre attiva nonostante denunci il bando dei giornalisti al bando e i segnali disturbati in tutto il Medio Oriente) i militari avrebbe sparato razzi Rpg (video sotto) contro i manifestanti a Bengasi.

Tra di loro ci sarebbero anche dei disertori dell’esercito, nonostante Seif al-Islam Gheddafi, figlio dello stronzo, abbia dichiarato in tivù che l’esercito guidato dal padre è unito e molte altre persone si stanno recando a Tripoli per difendere lui e la nazione. S’è detto che ci si riunirà immediatamente per stilare un’agenda di riforme (dov’è che l’ho già sentita, questa?), ed è ventilata anche l’ipotesi di un complotto esterno che avrebbe come obiettivo il petrolio (chi ha detto USA?).

Nel frattempo “il bilancio ufficioso parla di almeno 285 morti e 700 feriti a Bengasi, seconda città del Paese, principale teatro delle manifestazioni contro il leader”, l’Unione Europea si affaccia dalla finestra e predica lo stop immediato delle violenze e la Libia, come alle medie, s’offende e contrattacca minacciando lo stop immediato della collaborazione sull’immigrazione. Niente di nuovo, insomma.

Contestazione senza precedenti. Il regime di Gheddafi è in preda ad una contestazione senza precedenti contro un potere che dura da più di 40 anni e sta cercando di resistere alle proteste libertarie scoppiate sull’onda delle rivolte in Tunisia ed Egitto. Il leader libico ha reagito con la forza alle manifestazioni di protesta degli ultimi giorni, schierando la polizia in forze. Centinaia di tunisini che lavorano in Libia hanno lasciato il paese attraverso la frontiera di Ras-Jdir, per rifugiarsi nel loro territorio d’origine e fuggire da quella che descrivono come “una vera carneficina”. Lo ha dichiarato Housine Betaieb, responsabile sindacale presente sul posto, aggiungendo: “E’ gente che lavora in Libia e che fugge prima che le succeda qualcosa”.

la Repubblica

Sembra anche che degli estremisti islamici avrebbero preso in ostaggio civili e poliziotti. Mi sarei stupito di non sentire una notizia del genere, tra le tante.

-m4p-

Mu’ammar Gheddafi

Annunci

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...