Senza quorum

Questo articolo di Metilparaben mi ha fatto cominciare a riflettere sull’effettiva necessità del quorum, e ne ho discusso dove le menti più eccelse della nostra società si ritrovano per trattare questi e altri argomenti di assoluta rilevanza: facebook.

L’occasione me l’ha data un link pubblicato in bacheca da una mia carissima amica, riguardante il ministro Gelmini che invita gli italiani a non votare. Un suo amico ha commentato così:

Cmq l’astenersi dal voto nelle consultazione referendarie è una possibiltà che viene data all’elettore, nel caso in cui è contrario al quesito proposto dal referendum.
Non ci piove.
Quindi non ci trovo niente di vergognoso negli appelli al non voto.
I politici, i pubblici ufficiali, i rappresentanti del popolo, dovrebbero esortare i cittadini a comportarsi civilmente e a esercitare il loro diritto di voto – visto che rappresentano l’autorità e che in Italia serpeggia già fin troppo disinteresse nei confronti della politica e della società. Tra l’altro in questi anni la destra ha sempre stigmatizzato chi si asteneva per non far raggiungere il quorum di referendum a loro favorevoli – come sta facendo adesso la sinistra, per un minimo d’onestà intellettuale…
Semmai la politica si dovrebbe occupare di spiegare i referendum piuttosto che politicizzarli come al solito.
Ma la politica come può non politicizzare qualcosa, soprattutto quando si parla di votazioni? Sta lì per quello, piuttosto sono i media a dover evitarlo, sono loro a dover informare oggettivamente, e invece a volte non solo politicizzano, ma disgustano anche, come Emilio Fede.
Questo referendum è pieno di demagogia e si è ridotto a uno squallido referendum su berlusconi.
Le esatte parole dei giornali, dei telegiornali e dei politici di centrodestra che puntano sul solito vittimismo berlusconiano, dimenticando che fino ai ballottaggi erano stati proprio loro ad aggredire gli avversari politici e ad assurgere le amministrative a “test politico per il Governo”. Tra l’altro un solo referendum interessa direttamente Berlusconi, quello sul legittimo impedimento (quesito numero 4, scheda verde) ossia sui privilegi assurdi del premier per non andare a farsi processare, privilegi che lo pongono al di sopra degli altri, meno uguali di lui.
Una cosa è l’astensione ai referendum (possibile perchè equivale all’espressione del NO), un altra quella alle elezioni politiche (bagliata, perchè non votando saranno gli altri a scegliere per te)
Da qualunque votazione ci si astenga sono gli altri a scegliere per te. Con un quorum l’astensione non equivale al NO, bensì al “non diamo agli altri l’opportunità di far valere la propria opinione, gne-gne”.
quando toglieranno il quorum come soglia per rendere valido un referendum avrai ragione.saluti.
Qualcuno sa spiegarmi perché? L’avrei chiesto a lui ma quel “saluti” così perentorio mi ha demotivato. Lungi da me pensare che non sapesse come altro ribattere.
Chiudo con una battuta di misterdonnie e serena gandhi su Spinoza.it:

Travaglio voterà tre sì e un “e me lo chiedete anche?”.

-m4p-

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