Paura, eh?

Dall’undici settembre del 2001 sono passati quasi dieci anni.

Dimentichiamo per un attimo che gli attacchi terroristici di quel giorno siano stati organizzati e messi in atto dal Governo stesso degli Stati Uniti (con il beneplacito e l’appoggio di corporazioni e sionisti), e parliamo del terrorismo, divenuto ormai nostro inquietante e macabro compagno di viaggio, a parole. Un “amico” immaginario, insomma.

Nell’ultimo decennio si sono succedute due elezioni presidenziali negli Stati Uniti e parecchie altre nel resto dell’Occidente, così come G8, G20 e visite ufficiali a profusione. E riunioni del Bilderberg, che dovrebbe essere sul libro nero dei nostri nemici, visto il ruolo che ricopre sullo scacchiere socio-economico globale. Ci sono stati tre mondiali di calcio e due olimpiadi. Più centinaia di tornei sportivi meno vomitati sulla gente ma comunque “tattici”. È morto un papa e se ne è fatto un altro, che ha viaggiato e continua a viaggiare in giro a raccattar consensi e diffondere discriminazione e ignoranza. C’è stata anche la presentazione della seconda parte dell’ultimo film di Harry Potter, con tutta quella gente a Trafalgar Square.

Tutti potenziali obiettivi per attacchi terroristici da parte di al-Qāʿida, secondo i mass media, e il bello è che alla gente rimangono impressi nella mente solo l’odio e la paura, non il fatto che fossero del tutto ingiustificati ed esasperati da politici e giornalisti bugiardi fino al midollo. Ché non è successo niente.

“OK, le nostre prove su armi di distruzione di massa e 11 settembre erano una pila fumante di cazzate, non capisco dove vuole arrivare?”

Sì, a Madrid l’11 marzo 2004 ci sono stati attentati di matrice islamista ma non di al-Qāʿida (sentenza finale del Tribunal Supremo spagnolo), anche se all’inizio si era sospettata la sua mano, ricordo ancora oggi che la prova principale fosse la data: il giorno 11 del mese. Ineccepibile.

Sarebbe dovuto quindi parer strano che potessero aver orchestrato loro (nascosti nelle loro tane tra le montagne dell’Afghanistan, bombardati a tappeto e braccati dalle migliori agenzie di intelligence del mondo) gli attentati londinesi del 7 luglio 2005, rivendicati dalla brigata legata ad al-Qāʿida (qualche telespettatore ha capito esattamente la natura di questo “legame”?) Abū Hafs al-Masrī (anche se in principio lo erano stati da una finta al-Qāʿida con un comunicato farcito di insoliti -per l’organizzazione terroristica- errori grammaticali e di una citazione errata del Corano). Va detto per onor di cronaca che nell’arco degli anni i simpaticoni di Abū Hafs al-Masrī avevano rivendicato anche guasti di natura tecnica -tipo blackout- e un paio di temporali estivi.

Bisogna anche rimarcare che Osāma bin Lāden non è mai stato ricercato dall’FBI per gli attentati dell’undici settembre, anzi, non li ha mai rivendicati se non in un video diffuso da Washington (in cui in realtà se ne vantava durante un briscola-e-tressette tra “amici”) e poi rivelatosi penosamente falso.

Certo, il giorno di Natale del 2009 uno studente nigeriano autoproclamatosi adepto di al-Qāʿida ha tentato senza successo di farsi esplodere a bordo di un aereo diretto a Detroit. A quanto mi è dato di capire, il ragazzo sarebbe stato identificato mentre era in volo dall’intelligence statunitense, i cui agenti sarebbero stati pronti a bloccarlo e interrogarlo all’atterraggio, ma lui li avrebbe anticipati (?) innescando l’ordigno che, opportunamente, non è esploso. Sfigato.

Intanto il Premio Nobel per la Pace del 2009 (o “Mister Obama!“, come lo chiama il nostro giovane premier) ha programmato l’invasione della Libia per ottobre/novembre, due mesi dopo il decimo anniversario degli attacchi in questione, giusto il tempo di far cambiare idea con una bella sceneggiata ai cittadini americani, contrari, come tutti, a questa guerra inutile e imperialistica (come se ce ne fossero di altri tipi).

Va tutto bene.

-m4p-

[So di averlo già pubblicato in un altro articolo, ma le parole di Bill Hicks sono così forti e così vere che non posso non citarlo di nuovo]

 

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