Lo sciopero del cazzo

I calciatori esercitano un loro diritto, protestando perché non vogliono che si creino gruppi distinti di giocatori durante gli allenamenti (per evitare una specie di mobbing) e che restino i club a pagare le tasse straordinarie imposte dal governo, mettendo agli atti che le cifre dei loro contratti sono in genere già nette (fonte). Questi sono i fatti, non esprimo alcun giudizio a riguardo.

Indignazione globale e accuse feroci contro gli sportivi: pagine facebook, link facebook e status facebook a profusione. Ma solo perché non si gioca. Per Eto’o, che se n’è andato in culo ai lupi per beccarsi 20 milioni di euro a stagione solo d’ingaggio, tutti a piangere calde lacrime di disperazione e ringraziamento. Così come due estati fa tutti pensarono solo a come battere la squadra di pippe galattiche messa su da Florentino Perez con circa 300 milioni di euro, indebitandosi ancora di più in un periodo tragico, soprattutto per l’edilizia spagnola (FP è presidente e amministratore delegato del gruppo Actividades de Construcción y Servicios).

Al fischio d’inizio tornerà tutto come prima, torneremo tutti a venerarli.

-m4p-

Magari v’interessa pure:

Non sono cacchi miei se non quadra, se la politica è malata e ladra fa nada, io scendo in strada, ma bada, solo se mi tocchi la squadra.

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