A mio modestissimo parere

Mi sono rotto il cazzo.

Mi sono rotto di chi si lancia in apologie che nemmeno Pellegatti quando gioca il Milan o in insulti al vetriolo che nemmeno Pellegatti quando gioca l’Inter (per buttar lì due casi estremi) e poi si para il culo dietro l’indulgenza plenaria degli “a mio modest(issim)o parere”, “ma questa è solo la mia [umil(issima)/e] opinione” e compagnia cantante, da tirare in ballo ogni volta si venga criticati. Non è tanto il fatto in sé a darmi fastidio, quanto l’atteggiamento che l’accompagna: si smorzano i toni dopo averli alzati, si torna indietro dopo aver varcato un ipotetico limite, si scarica il barile e altre malcelate frasi fatte che lascio alla vostra immaginazione.

A che serve, poi?

Ho delle ipotesi:

  1. Ci si rende conto, mentre si parla o sùbito dopo, che si sta dicendo una cazzata. Non sarebbe meglio ammetterlo?
  2. Ci si rende conto, mentre si parla o sùbito dopo, che si sta rischiando di offendere. Non sarebbe meglio chiedere scusa?
  3. Si sa già prima di parlare che si sta per dire una cazzata o qualcosa di offensivo (in questo caso la precisazione può fare da incipit oltre che da chiosa). Non sarebbe meglio essere meno testa di cazzo?
  4. Non si ha il coraggio di far valere le proprie opinioni. Potrebbe essere una questione caratteriale, avessi studiato Freud o Jung non lo saprei comunque, immagino, figurarsi dopo una tesi su Wilde. In ogni caso credo si debbano sostenere le proprie idee, anche se le si mette in dubbio e si ha il coraggio di cambiarle.
  5. La buona fede. Non la escludo, ovviamente, ma distinguerei tra umiltà e abitudine.

La risposta più frequente alle prime tre domande è: “è più comodo”. Ovvio, però così si corre il rischio di essere sconclusionati, di evitare il confronto e di perdere occasioni per imparare qualcosa. Ma forse lo dico solo perché sono un chiacchierone (c’è chi dice “rottura-de-cojoni”, tipo mia madre) e starei sempre lì a disquisire su quasi tutto, almeno finché non perdo l’interesse.

Spesso sono gli altri a dirmi: “questa è la tua opinione, Marco”. Certo, lo so, lo sappiamo tutti, grazie, è un tentativo di sminuirla? Sì e no, nel senso che serve anche a ricordarmi che non ho risposte né verità assolute. Quindi sbaglio a dare per scontato che “certo, lo so, lo sappiamo tutti, grazie”? No, non ho né risposte né verità, ma idee, ne possiamo parlare? Con calma, te lo giuro, davvero.

In sintesi Thor, Captain America e Lanterna Verde sono film di merda.

-m4p-

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