Aronne (sottotitolo: “ti stimo fratello”)

Esodo 32

1Il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dalla montagna, si affollò intorno ad Aronne e gli disse: «Facci un dio che cammini alla nostra testa, perché a quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto».

Oh Israele, popolo ingenuo e ingrato, sono così corte la tua pazienza e la tua memoria? Non ti sono bastate le dieci piaghe che Jahvè, con Suo sommo compiacimento, ha riservato all’Egitto che ti teneva in catene per capire che non si scherza con Colui che è “Colui-Che-È”? Di tutte le persone cui potevi rivolgerti, poi, vai dal fratello di Mosè, che con lui ha presenziato dinnanzi a Dio? Come biasimarlo se ti manderà a quel paese (anche se alla fine è questo il succo dell’Esodo).

2Aronne rispose loro: «Togliete i pendenti d’oro che hanno agli orecchi le vostre mogli e le vostre figlie e portateli a me».

Ma che cavolo…?!

3Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. 4Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso. Allora dissero: «Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto!».

Vabbe’ ma allora sei idiota, oh Israele, sicuro che la “manna” non fosse in realtà marijuana? La tua è amnesia da abuso di THC o hai assunto Capezzone come portavoce? E tu, Aronne, sei così ansioso di sperimentare in prima persona la tremenda ira divina di cui sovente sei stato testimone? Sei forse invidioso del tuo balbuziente fratello, stanco del tuo secondario ruolo di interprete?

5Ciò vedendo, Aronne costruì un altare davanti al vitello e proclamò: «Domani sarà festa in onore del Signore». 6Il giorno dopo si alzarono presto, offrirono olocausti e presentarono sacrifici di comunione. Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento.

Largo a lapidazioni, ritorsioni e discriminazioni, dunque.

Esodo 32,6

7Allora il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d’Egitto, si è pervertito. 8Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicata! Si son fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: Ecco il tuo Dio, Israele; colui che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto».

9Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo e ho visto che è un popolo dalla dura cervice. 10Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga. Di te invece farò una grande nazione».

Heil Dio!

11Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d’Egitto con grande forza e con mano potente? 12Perché dovranno dire gli Egiziani: Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. 13Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo e tutto questo paese, di cui ho parlato, lo darò ai tuoi discendenti, che lo possederanno per sempre».

Bravo Mosè! Un coraggioso messaggio di pace –sebbene per un ritorno d’immagine– in una Bibbia finora grottesca e truculenta.

14Il Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo.

Esodo 32,14

15Mosè ritornò e scese dalla montagna con in mano le due tavole della Testimonianza, tavole scritte sui due lati, da una parte e dall’altra. 16Le tavole erano opera di Dio, la scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle tavole.

17Giosuè sentì il rumore del popolo che urlava e disse a Mosè: «C’è rumore di battaglia nell’accampamento». 18Ma rispose Mosè:

«Non è il grido di chi canta: Vittoria!
Non è il grido di chi canta: Disfatta!
Il grido di chi canta a due cori
io sento».

19Quando si fu avvicinato all’accampamento, vide il vitello e le danze. Allora si accese l’ira di Mosè: egli scagliò dalle mani le tavole e le spezzò ai piedi della montagna. 20Poi afferrò il vitello che quelli avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell’acqua e la fece trangugiare agli Israeliti.

Ennò eh, Mosè, non fare il finto tonto adesso! Di che droghe ti fai tu, invece? Di sicuro non di ma(rijua)nna, altrimenti non avresti avuto tutte queste energie e avresti lasciato correre: Jahvè t’ha appena descritto preciso preciso quel ch’è successo manco fosse Tolkien e tu mi cadi dalle nuvole? Che t’aspettavi di trovare, un rodeo? Un allevamento Mellin? Lo United Center di Chicago?

21Mosè disse ad Aronne: «Che ti ha fatto questo popolo, perché tu l’abbia gravato di un peccato così grande?». 22Aronne rispose: «Non si accenda l’ira del mio signore; tu stesso sai che questo popolo è inclinato al male. 23Mi dissero: Facci un dio, che cammini alla nostra testa, perché a quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che cosa sia capitato. 24Allora io dissi: Chi ha dell’oro? Essi se lo sono tolto, me lo hanno dato; io l’ho gettato nel fuoco e ne è uscito questo vitello».

Punto primo (v.22): Aronne scarica il barile con un cliché antisemita.
Punto secondo (v.24.i): Aronne incarna un cliché antisemita.
Punto terzo (v.24.ii): Aronne si arrampica sugli specchi con un linguaggio capzioso.

25Mosè vide che il popolo non aveva più freno, perché Aronne gli aveva tolto ogni freno, così da farne il ludibrio dei loro avversari. 26Mosè si pose alla porta dell’accampamento e disse: «Chi sta con il Signore, venga da me!». Gli si raccolsero intorno tutti i figli di Levi.

Gli altri sono un branco di scemi: è chiaramente una domanda trabocchetto a cui dover mentire. Ma porca paletta.

27Gridò loro: «Dice il Signore, il Dio d’Israele: Ciascuno di voi tenga la spada al fianco. Passate e ripassate nell’accampamento da una porta all’altra: uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente».

Ah, ecco a cosa miravi, Mosè: a dar sfogo di persona alla vorace sete di sangue che hai dentro, dopotutto la tua storia alla guida di Israele comincia con un omicidio e termina con il genocidio dei Madianiti, anche se in quest’ultimo caso c’è l’attenuante che fosse il popolo di tua moglie… Già ti vedo da Vespa, con lo sguardo di marmo e la spilletta della National Rifle Association appuntata alla tunica.

28I figli di Levi agirono secondo il comando di Mosè e in quel giorno perirono circa tremila uomini del popolo.

Esodo 32,28

29Allora Mosè disse: «Ricevete oggi l’investitura dal Signore; ciascuno di voi è stato contro suo figlio e contro suo fratello, perché oggi Egli vi accordasse una benedizione».

Tranne il tuo, di fratello, caro Mosè: a quello non hanno torto un capello nonostante fosse stato l’ideatore e il forgiatore del vitello d’oro:

[…] 35Il Signore percosse il popolo, perché aveva fatto il vitello fabbricato da Aronne.

A ulteriore sfregio dei cadaveri, poi, Aronne viene posto a capo della casta dei sacerdoti formata, guarda caso, da quei leccaculo fratricidi dei Leviti: immaginatevi l’ironia di funerali officiati da chi ha causato la morte dei defunti, coadiuvato dagli esecutori materiali della strage.

Divino.

-m4p-

Fonte del testo: Bible Gateway
Fonte delle immagini: The Brick Testament

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