Romancinismo sarcaustico (o sarcazzo)

Ho fatto uno stage di animazione turistica. Per quattro giorni sono stato circondato da una cinquantina di ventenni con cui mi sono ritrovato a vivere a stretto contatto e a interagire forzatamente. In taluni casi abbiamo anche fatto da cavie per esperimenti di eugenetica atti a creare l’esemplare perfetto di animatore: allegro, abbronzato, coinvolgente, ritardante per lui e stimolante per lei.

Ho fumato tantissimo e offerto troppe sigarette a gente che aveva imparato il mio nome solo per scroccarle. Ho addirittura ballato canzoni che odio ma che adesso sono ineluttabilmente legate a ricordi piacevoli e che, per colpa dell’associazione di idee, mi ritrovo a cantare e ballare mentre passeggio lungomare.
Tornati a casa, si sono fiondati tutti a fare gli sdolcinati sul gruppo facebook che hanno creato a mia insaputa e a cui sono stato aggiunto mio malgrado. Mi sono goduto le loro tenere dichiarazioni prima di far colare qualche stilla di sangue in quella prugnetta secca e affumicata che c’ho al posto del cuore –a mo’ di secrezione pre-eiaculatoria– e ho scritto:

Ciao ragazzi! Mi mancate e bla bla bla… 4 giorni fantastici e sbroc sbroc sbroc… Come farò d’ora in poi e geghe geghe geghe gé… La verità è che sono quasi due giorni che non tocco una sigaretta(*) e magari è merito vostro che in così poco tempo m’avete fatto fumare l’equivalente del mio peso corporeo in nicotina tanto che può darsi abbia soddisfatto tutto il fabbisogno della mia vita. O più probabilmente era la vostra influenza negativa a farmi fare le cose cattive. Insomma… vecchio fuori ma coglione dentro. Sto anche cercando di farmi prescrivere la marijuana come antidolorifico per le ginocchia di cartapesta.
Vabbe’, avrete capito che non sono bravo con le dimostrazioni d’affetto e le articolazioni degli arti inferiori, quindi vi saluto.

Per sempre vostro, come un mutuo da pagare,

Marco

«Piuttosto che andare con la prima che càpita mi faccio una sega.»
«Ma certo che non devi andare con la prima che càpita, aspetta almeno di vedere le altre.»
«Ma non ha senso…»
«Non è una questione di senso, è una questione di passione, desiderio, sensazioni. Il sesso dà piacere e rilassa. E in questo caso è anche una valvola di sfogo per la frustrazione di non avere qualcuno di fisso con cui farlo…»

«Fortunato nel gioco… sfortunato in amore.»
«Ma l’amore è un gioco.»

«Stanno insieme da una vita, convivono da una vita, hanno comprato una casa insieme, ma perché cazzo non si sposano?»
«Perché sono liberi di fare come vogliono.»
«Ma ti vuoi fare gli affari tuoi, tu

-m4p-

Note:
(*) Che ci crediate o no è vero, non ho ancora fumato, la sto prendendo bene e non sono affatto nerv–aodijsojsdlnslkfnkla–so.

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2 commenti su “Romancinismo sarcaustico (o sarcazzo)

  1. eos27 ha detto:

    Prugnetta secca, ok… ma pure affumicata?! :D

    (Te l’ho già detto che adoro il tuo sarcasmo?)

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