“La città ha bisogno di eroi” (cit.)

Sarà capitato anche a voi di vedere l’ultimo spot della Ceres, che per sicurezza ripropongo qua sotto.

Analizziamolo.

Sul tetto di un palazzo di una città c’è una festa senza Ceres, come ci tengono a farci sapere con un mega cartellone luminoso in stile SILVERCUP del film Highlander, manco fosse il tema della serata o il nome di chi si occupa del catering.

Le immagini, accompagnate da una colonna sonora plagiata ai The Fratellis, ci presentano gli “scherzi della natura” che popolano il posto, il sinistro gruppo che deprime la serata col proprio atteggiamento e il pessimo gusto in fatto di alcolici:

  • la spietata Fidanzata Polpo, avvinghiata al suo ragazzo davanti a due equivoci e intonsi cocktail alla frutta, gelosa, appiccicosa e possessiva… lasciarla no, eh?;
  • il malefico Manager con la Cravatta-lazo, che grazie a un talismano magico tiene imprigionati i suoi sottoposti, sciocchi nello scegliere Beck’s, Heineken e Miller (non ci sono le etichette ma forme e colori delle bottiglie sono inequivocabili);
  • i misteriosi Fighetti Fotocopia, che ostentano Corona Extra (un chiaro rimando all’uomo cui si ispirano) e cullano in grembo delle stampanti che seminano il panico riproducendo i loro volti mascherati con enormi occhiali da sole nel cuore della notte;
  • le temibili Fighe di Legno, lo “Statico Duo”, bruttissima copia delle Wooden Chicks di Paola Cortellesi, il cui carburante è un Martini inespressivo quanto loro.

Ma mentre il barista shakera l’ennesima delusione, arrivano gli eroi del titolo citando gli “animatori della serata” del Joker ne Il Cavaliere Oscuro (e Heath Ledger muore di nuovo): gli Stereotipati QuattroEd ecco che, scollegando un filo, il “NON” del cartellone luminoso si spegne, il “” si alza e il barista tira fuori le tanto agognate strong ale danesi, anche se nessuno si chiede come tutto ciò sia potuto accadere. Ma vediamo gli eroi in azione:

  • Il Re dello Scherzo, alias La Ciccia Umana, sguaiato ed esagerato. Privo di qualsiasi qualità e intrappolato in un corpo deforme, nessuno riesce a guardarlo per più di 30 secondi senza scoppiare a ridere. Lui crede di essere simpatico, invece sa solo fare il coglione;
  • Il Bello e Bastardo, alias Mister Figastic, un grande seduttore e un eterno Peter Pan. Si innamora ogni 3 giorni, e sempre di una diversa. Ha mille flirt, ma scappa dalle storie serie. Per scegliere quale figa sia meno di legno e poi inchiodarla, fa il gioco della bottiglia con una Ceres piena e poi la stappa, dimostrando che di vuoto c’era già il suo cranio;
  • Miss Inferno, alias La Figazza Invisibile, nel senso che non gliela vedrai mai. Non ha paura di niente e dice sempre tutto quello che pensa. È muta. Sembra che la sua vittima svenga per l’emozione, invece gli ha stritolato i coglioni con la mano libera. I sottoposti dello sventurato, finalmente liberi, anziché ringraziarla ripassandosela a turno, vanno a prendersi un’altra birra, stavolta quella giusta;
  • Il Genio, alias La Nerda, è irrimediabilmente pazzo. È aggiornato su tutto e sa sempre tutto, tranne di essere un sfigato invadente. È disordinato, incasinato e non sta mai fermo. È lui che propone agli altri cosa fare la sera, in genere un torneo a Magic: The GatheringPES  o Call of Duty. Per stampare ciò che vuole abusivamente, manomette le stampanti degli altri, che cominciano a dimenarsi come spogliarelliste a cui è stato appena infilato un centone nel tanga in una pioggia di fogli gialli che tanto ci penseranno quegli immigrati degli spazzini a ripulire.
In mezzo al delirio, i Quattro brindano mentre Simone D’Andrea, indimenticabile voce di innumerevoli cartoni animati, ci dice che “La città ha bisogno di eroi: Ceres c’è.
Cazzate. Quello che vuole dire davvero è che “(per divertirsi) la gente ha bisogno di alcol, preferibilmente della nostra marca“: non sarà il rotoscoping alla Waking Life e A Scanner Darkly ad abbindolarmi.
Per ultimo arriva l’immancabile disclaimer, opportunamente in inglese perché sanno che c’è un’infinità di gente che non lo capisce, per quanto semplice (considerate che c’è chi pensa che Life is now significhi “viva la neve”, true story), ma tanto, anche si capisse, basta che non guidiate: che poi spacchiate tutto, rubiate, aggrediate o stupriate qualcuno, alla Ceres non importa.

-m4p-

Nota:
I nomi di “Eroi” e “Antagonisti” e parte delle loro descrizioni provengono direttamente dal sito ufficiale della Ceres. No, davvero.

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3 commenti su ““La città ha bisogno di eroi” (cit.)

  1. Pai ha detto:

    “dice sempre tutto quello che pensa. È muta.” Questa è bellissima!

  2. Raven ha detto:

    Flathead…..

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