Bio

Nasco in una data e un luogo imprecisati. Due anni più tardi, all’insaputa dei miei genitori, nasco di nuovo a Pittsburgh, nella prefettura di Kanagawa, in Prussia. Mio padre è un cacciavite a stella e mia madre un’insegnante di economia domestica per senzatetto. Bambino prodigio, comincio molto piccolo a trafficare con la malavita. A soli cinque anni sono il tipografo dei biglietti da visita di Lupin III e Occhi di Gatto con lo pseudonimo di marco4press. A sei anni ne dichiaro cinque e due mezzi. A sette faccio da lancetta delle ore per la Swatch, ma mollo il lavoro in seguito alle molestie sessuali del numero IX. Conseguita la licenza elementare mi arrabatto per sopravvivere taccheggiando la ferramenta di famiglia. Alle medie arriva la svolta, ma vado dritto e mi schianto col guardrail. Coi soldi ottenuti truffando l’assicurazione compro una giacca verde metalizzato con le maniche di serie che uso per spacciarmi da punto interrogativo. Il guardrail muore suicida in carcere.

Negli anni Cinquanta, in seguito a un incidente stradale a cui assisto via Twitter, divento mancino, ma per paura del Maccartismo imperante continuo a scrivere con la mano destra. Risale a questo periodo la mia insana passione per la barba altrui. In seguito alla soffiata di un pupazzo da ventriloquo, nel ’58 vengo arrestato per velcrofilia.

Rilasciato ormai maggiorenne, nei primi anni Sessanta sono parte del pubblico di prova dell’Omicidio Kennedy™. Sono uno dei pochi detrattori dell’opera, ma l’interpretazione della First Lady mi ispira la posizione della “pecorina”, a tutt’oggi la mia invenzione più famosa e apprezzata. A metà decennio, con un drammatico colpo di scena, salgo sul palco del Piccolo di Milano e mi presento come Godot, scusandomi in ginocchio per il ritardo e gridando verso il pubblico:

Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!

L’improvvisata riscuote un discreto successo, e vengo assunto dalla compagnia teatrale come enjambement, ma scoperto il plagio a John Belushi sono costretto ad abbandonare il lavoro e a vagare per i campi del Tennessee, dove incontro Franco Battiato in evidente stato confusionale. Mi rendo conto che è così di suo solo dopo averlo schiaffeggiato. Il mese successivo torno a casa per seppellire i miei genitori, nonostante le loro proteste. Ma c’è una tragedia ad aspettarmi dietro l’angolo, pronta a rovinare l’idillio in cui finalmente vivo: la morte del mio amico invisibile, che mi manteneva. Ridotto sul lastrico, sono costretto a spacciare gomme da masticare usate. Per accelerare gli introiti ne compro di nuove e le mastico io stesso, ma la mafia russa scopre il trucco e mi spezza le gambe del tavolo come avvertimento.

Nasco una terza volta nel settembre del 1985.

-m4p-

2 commenti su “Bio

  1. v ha detto:

    correggi Belushi, please :)

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