Who did that to you? (John Legend)

John Legend

John Legend

Ora non ho paura di svolgere il compito del Signore,
dici che la vendetta è sua ma io la attuerò per primo.
Me ne occuperò nel nome della legge.

Ora, se ti ha fatto piangere, oh, devo saperlo,
se non è pronto a morire, è meglio che si prepari.
Il mio giudizio è divino, ti dico io chi puoi chiamare,
puoi chiamare…

Ti conviene chiamare la polizia, la scientifica,
chiama il prete, devo avvisarti,
non ci sarà pace quando troverò quel pazzo.
Chi è stato?
Chi è stato, piccola mia?
Chi è stato?
Devo trovare quel pazzo.
Chi è stato?

Ora, io non traggo piacere dal dolore altrui,
ma la mia ira si abbatterà come gelida pioggia.
E non ci sarà riparo, nessun posto dove andare.

È ora di alzare le mani, ora di arrendersi,
sono un giustiziere, il difensore del mio amore,
sei un ricercato, qui lo sanno tutti.

Ti conviene chiamare la polizia, la scientifica,
chiama il prete, devo avvisarti,
non ci sarà pace quando troverò quel pazzo.
Chi è stato?
Chi è stato, piccola mia?
Chi è stato?
Devo trovare quel pazzo.
Chi è stato?

Adesso continuerà a scappare, ma mi sto avvicinando,
Lo braccherò fino all’amara conclusione,
se mi vedi sempre più vicino, chi chiamerai?

Ti conviene chiamare la polizia, la scientifica,
chiama il prete, devo avvisarti,
non ci sarà pace quando troverò quel pazzo.

Ti conviene chiamare il medico, l’avvocato,
lo inseguirò fino in California,
m’impegnerò al massimo per trovare quel pazzo…
Chi è stato?

Traduzione di marco4pres

Iron (Woodkid)

Yoann Lemoine

In fondo all’oceano, morto e naufragato
Dove le innocenze bruciano in fiamme
Un milione di miglia da casa, continuo a camminare
Sono congelato fino alle ossa, davvero

Soldato per conto mio, non conosco la via
Raggiungo le altezze della vergogna
Aspetto la chiamata con la mano sul petto
Sono pronto per la battaglia e per il fato

Il clangore dei colpi mi rimane in testa
Il tuono dei tamburi detta
Il ritmo dei caduti, il numero dei morti
Sale il suono dei corni, più avanti

Dall’alba dei tempi fino alla fine dei giorni
Dovrò correre, scappare
Voglio sentire il dolore e il sapore amaro
Del sangue sulle labbra, di nuovo

Questa raffica mortale di neve mi sta bruciando le mani
Sono congelato fino alle ossa, davvero
Un milione di miglia da casa, continuo a camminare
Non riesco più a ricordare i tuoi occhi, il tuo viso

[Traduzione di m4p]

Il Camino de Santiago (Ministri)

I "Ministri" (Michele Esposito, Davide Autelitano e Federico Dragogna)

La vostra chiesa è fatta di cemento armato
Nessuno teme che crolli all’improvviso
Eppure sembra non si possa dire che Dio non c’è
Sembra che sia rimasta ancora una questione di gusti

Ridi delle danze nella pioggia
E guardi in alto solo se cade qualcosa
Non ti sbilanci però perchè non si sa mai
Se poi ti sbagli e ti succede qualche cosa di brutto

Non si capisce com’è che siete ancora qua!
(A chieder soldi e a piangere i morti)

Non si capisce com’è che siete ancora qua!
(A chieder soldi e a piangere i morti)

La vostra chiesa è fatta di cemento armato ma
Forse è il momento che crolli all’improvviso
Così chi ha sempre contato su due verità
Ci mostrerà come si vive bene nel Medioevo

Ho messo in conto anche il camino de Santiago
Sono curioso e poi mi piace camminare
Ma se ci trovo qualcosa non mi rivedrai
Lui è così immenso, perché cercarsi altro da fare?

Non si capisce com’è che siete ancora qua!
(A chieder soldi e a piangere i morti)

Non si capisce com’è che siete ancora qua!
(A chieder soldi e a piangere i morti)

Non si capisce com’è che siete ancora qua!
(A chieder soldi e a piangere i morti)

Non si capisce com’è che siete ancora qua!
(A chieder soldi e a piangere i morti)

Non siete Stato voi (CapaRezza)

Non siete Stato voi
che parlate di libertà come si parla di una notte brava dentro i lupanari.
Non siete Stato voi
che trascinate la nazione dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari.
Non siete Stato voi
che siete uomini di polso forse perché circondati da una manica di idioti.
Non siete Stato voi
che sventolate il tricolore come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non siete Stato voi
né il vostro parlamento di idolatri pronti a tutto per ricevere un’udienza.
Non siete Stato voi
che comprate voti con la propaganda ma non ne pagate mai la conseguenza.
Non siete Stato voi
che stringete tra le dita il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi.
Non siete Stato voi
che risolvete il dramma dei disoccupati andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.
Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non siete Stato voi,
uomini boia con la divisa che ammazzate di percosse i detenuti.
Non siete Stato voi
con gli anfibi sulle facce disarmate prese a calci come sacchi di rifiuti.
Non siete Stato voi
che mandate i vostri figli al fronte come una carogna da una iena che la spolpa.
Non siete Stato voi
che rimboccate le bandiere sulle bare per addormentare ogni senso di colpa.
Non siete Stato voi
maledetti forcaioli impreparati, sempre in cerca di un nemico per la lotta.
Non siete Stato voi
che brucereste come streghe gli immigrati salvo venerare quello nella grotta.
Non siete Stato voi
col busto del duce sugli scrittoi e la Costituzione sotto i piedi.
Non siete Stato voi
che meritereste d’essere estirpati come la malerba dalle vostre sedi.
Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.
Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non siete Stato voi
che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure.
Non siete Stato voi
che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non siete Stato voi
che fate leggi su misura come un paio di mutande a seconda dei genitali.
Non siete Stato voi
che trattate chi vi critica come un randagio a cui tagliare le corde vocali.
Non siete Stato voi, servi, che avete noleggiato costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete voi confratelli di una loggia che poggia sul valore dei privilegiati
come voi che i mafiosi li chiamate eroi e che il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di reato fissa il magistrato e poi giura su Dio:
“Non sono stato io! Non sono stato, io!
Non sono stato io! Non sono stato, io!”

Children of the Revolution (T.Rex)

I "T. Rex" (da sinistra a destra: Bill Legend, Mickey Finn, Marc Bolan, Steve Currie)

Yeah!

Potete anche sbattere e frantumare
Se vi fa sentire meglio
Potete anche dimenarvi e urlare
Buttare fuori tutto

Ma non ingannerete i figli della rivoluzione
No, non ingannerete i figli della rivoluzione
No no no

Potete anche squarciare un aereo
Mentre piove
Io guido una Rolls Royce
Perché mi fa bene alla voce

Ma non ingannerete i figli della rivoluzione
No, non ingannerete i figli della rivoluzione
No no no

Yeah!

Ma non ingannerete i figli della rivoluzione
No, non ingannerete i figli della rivoluzione
No, non ingannerete i figli della rivoluzione
No, non ingannerete i figli della rivoluzione
Non potete!

Ehi!

Wow!

[traduzione di m4p]

Civil War (Guns’n’Roses)

I "Guns 'n' Roses"

Guardate i vostri ragazzi in guerra
Guardate le vostre donne in lacrime
Guardate i vostri ragazzi che muoiono
Così com’è da sempre

Guardate l’odio che stiamo creando
Guardate la paura che stiamo nutrendo
Guardate la vita che stiamo facendo
Nello stesso modo in cui è sempre stato

Le mie mani sono legate
I miliardi si muovono da parte a parte
E le guerre vanno avanti con i lavaggi di cervello dell’orgoglio
Per l’amore di Dio e dei nostri diritti umani
E tutte queste cose sono spazzate via
Da mani insanguinate che il tempo non può negare
E sono cancellate dai nostri genocidi
E la storia nasconde le bugie delle nostre guerre civili

Indossavi una fascia nera
Quando spararono all’uomo
Che diceva “La pace può durare per sempre”
E nei miei primi ricordi
Spararono a Kennedy
E diventai insensibile quando imparai a guardare
Così non mi sono mai innamorato del Vietnam
Abbiamo i muri di Washington per ricordarlo a tutti
Che non puoi credere nella libertà finchè non è nelle tue mani
Quando tutti lottano per la propria terra promessa

E
Non ho bisogno della vostra guerra civile
Nutre il ricco mentre sotterra il povero
La vostra fame di potere vende soldati
In una drogheria di carne umana
Questo non è giusto
Non ho bisogno della vostra guerra civile, no no no no

Guardate le scarpe che indossate
Guardate il sangue che versiamo
Guardate il mondo che stiamo uccidendo
Nello stesso modo in cui è sempre stato
Guardate il dubbio in cui nuotiamo
Guardate i capi che seguiamo
Guardate le balle che abbiamo ingoiato
Ed io non voglio più sentirne

Le mie mani sono legate
Tutto quello che ho visto mi ha cambiato
Ma le guerre vanno ancora avanti così come gli anni passano
Senza amore di Dio o dei diritti umani
Così tutti questi sogni vengono spazzati via
Dalle mani insanguinate di chi ipnotizza
Che porta la croce dell’omicidio
E la storia partorisce le cicatrici della nostre guerre civili

“Pratichiamo l’annientamento selezionato
dei sindaci e degli ufficiali,
per esempio per creare uno spazio,
poi riempiamo quello spazio
poichè per la guerra popolare
il vantaggio è che la pace è vicina”

Non ho bisogno della vostra guerra civile
Nutre il ricco mentre sotterra il povero
La vostra fame di potere vende soldati
In una drogheria di carne umana
Questo non è giusto
E non ho bisogno della vostra guerra civile
Non ho bisogno della vostra guerra civile
Non ho bisogno della vostra guerra civile, no no no
La vostra fame di potere vende soldati
In una drogheria umana
Questo non è giusto
Non ho bisogno della vostra guerra civile, no no no
Non ho bisogno di un’altra guerra

Non ho bisogno di un’altra guerra
no no no oh no
Cosa c’è poi di tanto civile in una guerra