Beatei

Un tempo dicevo che Gesù era il mio personaggio immaginario preferito, poi ho corretto il tiro. Non ho motivo di dubitare della sua esistenza, qualcuno deve aver pur detto certe cose, magari un collettivo, come Omero o Luther Blissett/Wu Ming, non cambia niente. Solo, non credo alla sua natura divina. Fottesega che fosse figlio di una vergine ascendente sagittario, avesse fratelli, mogli, figli… a meno che non siate Dan Brown. L’importante per me è il suo messaggio di amore, compassione e perdono. Gesù usava l’intelletto per sovvertire l’ordine costituito e scardinare i dogmi di una società gretta e oscurantista. È stato un rivoluzionario. Era un uomo che sfruttava appieno le sue potenzialità: in quel senso sì, un dio. Come Socrate, John Lennon, Bill Hicks. Come potremmo essere tutti, bene o male.

L’ateismo non è una malattia, me l’ha detto il mio ginecologo che l’ha letto su Wikipedia.

Compiangere gli atei che cercano: infatti non sono abbastanza infelici?
Blaise Pascal

Molti credenti con la bava alla bocca intimano agli atei di suicidarsi, ché se si è venuti al mondo senza un motivo, la vita stessa non ha significato. Sarebbe bello se bastasse uscire da una fica per avere uno scopo: è vivendo che lo si trova, magari anche più di uno. Qual è il senso di un bambino che muore appena dopo il parto costringendo la madre alla stessa sorte, se non dare a Mara Venier e Barbara D’Urso qualcosa per cui commuoversi?

Non voglio raggiungere l’immortalità attraverso le mie opere; voglio raggiungerla vivendo per sempre. Non mi interessa vivere nel cuore degli americani; preferisco vivere nel mio appartamento.
–Woody Allen

Accettare d’esser frutto del caso e non aver bisogno di Dio sarebbe superbia allo stato puro, mentre invece asserire di essere stati creati espressamente a propria immagine e somiglianza da un’entità superiore e perfetta, prediletti tra tutte le altre creature in tutto il multiverso nei secoli dei secoli, speciali secondo criteri arbitrari e vantaggiosi è da umili, no? Logico e coerente. Ma vai a cercare logica e coerenza in un credente.

– Sei ateo? Come fai a vivere?
– I miei genitori hanno scopato.

La riproduzione non è affatto un miracolo, non c’è niente di divino o mistico, è un processo che avviene in tutte le forme di vita apparse su questo pianeta: dinosauri, piante, sardi e via discorrendo. Cosa c’è di speciale? “Frutto del caso” non significa che prima non c’era niente e poi, puf!, eccola lì, no. Penso che sia il risultato di cause e conseguenze fortuite occorse nell’arco di tipo cinque miliardi di anni. Avete mai contato fino a cinque miliardi di anni? Sapete cosa scoprirete? Di essere morti, con tutta probabilità.

La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non sono più.
Epicuro

Grazie per non inquinare la tua mente

Non è che uno si sveglia la mattina e non crede più in Dio e nell’aldilà. Cioè, sì, a me è capitato così, ma è stato pianto e stridore di denti per un anno intero, prima che la paura mi facesse tornare a credere. Per un po’, poi sono rinsavito.

Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà, e nulla del mio io sopravvivrà. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni.
Bertrand Russell

E poi credere che non ci sia niente dopo la morte dovrebbe essere uno stimolo a vivere al meglio. Lo dicono in tanti, su Facebook, tra un post contro l’iPhone 5 e il countdown a breaking dawn – parte 2.

Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso.
Socrate

La mia è una famiglia molto religiosa, perciò ho avuto molta più paura a confessare di essere ateo che di fumare. Nonna prega costantemente per me ed è convinta che “mi passerà”, papà e mia sorella s’incazzano ogni volta che tiro fuori le incoerenze della Chiesa e mamma crede che non abbia scrupoli o etica. Solo perché prendo per il culo pubblicamente le loro sciocche credenze.

Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso.
Margherita Hack

Una volta discussi con una mia amica riguardo la blasfemia. Secondo me chi non crede non può essere “blasfemo” proprio perché non dà valore alla religione, quindi non rientra nei suoi canoni: al massimo è irriverente o irrispettoso. Anche Pollon sarebbe blasfemo, sennò: le mitologie sono religioni alle quali non crede più nessuno. Due pesi e due misure: bestemmiare il “nostro” dio è blasfemo, dire “cazzo di Buddha” è creativo. Ma tanto lei mi dava contro a prescindere perché la molestavo.

A me non piace la definizione di “ateo” perché ad affibbiarmela sono coloro che credono in Dio e guardano il mondo esclusivamente dal loro punto di vista, dividendolo in quanti credono o non credono. In questa etichettatura c’è tutta la prepotenza del loro schema mentale, che fa della loro fede la discriminante tra gli uomini.
Umberto Galimberti

atheoi, “[coloro che sono] senza dio”

Roger m’ha detto di farmi sbattezzare, ché sennò rientro nel numero di Cattolici anche se non lo sono, ma per me farlo vuol dire riconoscerne il valore. La Chiesa ha bisogno dei numeri per sentirsi grande? È qui che si evince la sua piccolezza.

Commento di Elisa (aka Anti-Batman): “Come se la cosa più importante nel cattolicesimo e nel Natale sia ricevere regali…”

Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio.
–Heinrich Böll

Forse l’ideale è lo gnosticismo, ma non credo che la sospensione del giudizio faccia parte della natura umana.

Ora, qui mi sembra giusto specificare che esistono ovviamente dei credenti che affrontano la fede con serietà e senza pregiudizi, facendosi domande e cercando di non appiattirsi sulle posizioni definite dalla società, e sono quindi tanto liberi quanto un non-credente. Al contrario esistono moltissime persone che si disinteressano completamente della religione e a volte sono considerati “atei/agnostici”, in genere non hanno posizioni politiche e si interessano esclusivamente dei problemi immediati della quotidianità… queste ultime persone sono il prototipo di coloro che col passare degli anni si avvicineranno alla religione quando e solo se ne avranno bisogno, perché la totale mancanza di riflessione personale non può che portare all’adeguarsi alla tradizione, a lungo termine. La percentuale di “menefreghisti” rispetto al totale è in costante aumento ed è il vero problema della nostra società, tutta concentrata sul proprio orticello privato e troppo impegnata a farsi i fatti propri per accorgersi di cosa gli succede attorno. Ovviamente è mille volte meglio un credente che riflette autonomamente piuttosto che un non credente deficiente. E ce ne sono tantissimi di quest’ultima categoria.
BlogzeroDio non esiste

Va tutto bene.

-m4p-

PS
La ridondanza del verbo “credere” nel post è decisamente voluta.

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Buona Pasqua 2012 – Father and Son

Interno notte (etterna),  Inferno, 33 d.C., Pasqua.

(Cfr. Matteo 4,8-9)

Dio: – Su forza, andiamo che devi resuscitare. Ho già ordinato la Sindone da Da Vinci, gli ho detto di non far capire che sei mulatto.
Gesù: – Il mio posto è tra gli ultimi e i peccatori, Padre. Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi.
Dio: – Hai voglia a chiamare i peccatori, qua. E poi che li fai convertire a fare, non possono mica andarsene: qui è come il Parlamento, una volta dentro non ti schiodi più.
Gesù: -E io allora? E Adamo ed Eva?
Dio: – Che c’entra, voi siete raccomandati.
Gesù: – Come i politici, ‘mbè. Di Virgilio invece che mi dici?
Dio: – Devi assolutamente vedere il nuovo velo del tempio, è un Dolce&Gabbana, ho fatto bene a squarciare quello vecchio.
Gesù: – Non cambiare discorso… Comunque qui non è male, mi sto abituando, buona musica. E poi volevo aspettare Woody Allen: lo amerò, quell’ometto.
Dio: – Ah, se ti piacciono i bravi comici, questo è il posto adatto.
Gesù: – Lo so, lo so, ma non solo! Voglio dire, c’è anche tanta altra gente interessante. Hai mai fatto due chiacchiere con Socrate?
Dio: – Sì, è un rompipalle.
Gesù: – Non ti piace chi fa troppe domande, eh?
Dio: – Non è vero. E smettila con le domande. Sapevi che sarebbe successo, l’hai detta tu la storia del distruggere il tempio e dei tre giorni per farlo risorgere.
Gesù: – Io parlavo davvero del tempio, Padre. Sono un falegname figlio di Dio, conosco un sacco di artigiani e manovali e–
Dio: – La pianti?
Gesù: – Ok.
Dio: – Perché non vuoi tornare? Con quest’aria insalubre non ti si rimarginano neanche le stigmate. E la Apple ha tirato fuori il prototipo dell’iPhone. In realtà è un sasso, ma ha le stesse funzionalità del 4S. E viceversa.
Gesù: – Preferisco i Nokia.
Dio: – Bah.
Gesù: – Ce l’hai con loro da quando toglieranno dal logo la tua mano e quella di Adamo per metterci quelle dell’adulto e del bambino.
Dio: – Adesso sei tu che cambi discorso: perché non vuoi tornare? È per quella battuta di Bill Hicks sulle croci? O perché Spike Lee se la prenderà con te ne La 25ª ora? O per i personaggi parodia di South Park e I Griffin? O per il “Cristo Compagnone” di Dogma?
Gesù: – Macché, quelle sono tutte robe che mi piacciono, anche se il monologo di Spike Lee va un po’ interpretato.
Dio: – E allora?
Gesù: – È che non ne vale più la pena, Papà.
Dio: – Ma come? Facevi tanto lo smargiasso tre anni fa, e adesso getti la spugna?
Gesù: – Sì.
Dio: – Perché era imbevuta d’aceto?
Gesù: – …
Dio: – Muahahahahahahahahahahah! Scusa, scusa, hai ragione ma era troppo invitante, ahahahah! LOL.
Gesù: – Comunque no, non è questo.
Dio: – E allora?
Gesù: – Ho cambiato idea. Nonostante tutto chi comanda pensa solo ai soldi e al potere, gli altri pensano solo a scopare e a scrivere cazzate su facebook.
Dio: – Vabbe’, vabbe’, sarà come dici tu, vorrà dire che farò i complimenti a Lucy prima di risalire, però adesso andiamo.
Gesù: – Non voglio che sia la mia morte a cambiare le cose, ma la mia vita.
Dio: – Mi pare d’aver sentito un “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”, mentre giocavi nel parco coi tuoi amichetti narcolettici.
Gesù: – …
Dio: – Ecco, questa è la mia volontà.
Gesù: – Ma perché?
Dio: – Fa tutto parte del disegno perfetto che Io, perfetto, ho intessuto perfettamente prima ancora dei tempi e che voi uomini, mie creature di Me medesimo perfetto ma opportunamente imperfette, non potete comprendere.

E tua madre vuole che te ne stai con lei.
Gesù: – Sempre la stessa storia…

-m4p-

Aronne (sottotitolo: “ti stimo fratello”)

Esodo 32

1Il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dalla montagna, si affollò intorno ad Aronne e gli disse: «Facci un dio che cammini alla nostra testa, perché a quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto».

Oh Israele, popolo ingenuo e ingrato, sono così corte la tua pazienza e la tua memoria? Non ti sono bastate le dieci piaghe che Jahvè, con Suo sommo compiacimento, ha riservato all’Egitto che ti teneva in catene per capire che non si scherza con Colui che è “Colui-Che-È”? Di tutte le persone cui potevi rivolgerti, poi, vai dal fratello di Mosè, che con lui ha presenziato dinnanzi a Dio? Come biasimarlo se ti manderà a quel paese (anche se alla fine è questo il succo dell’Esodo).

2Aronne rispose loro: «Togliete i pendenti d’oro che hanno agli orecchi le vostre mogli e le vostre figlie e portateli a me».

Ma che cavolo…?!

3Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. 4Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso. Allora dissero: «Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto!».

Vabbe’ ma allora sei idiota, oh Israele, sicuro che la “manna” non fosse in realtà marijuana? La tua è amnesia da abuso di THC o hai assunto Capezzone come portavoce? E tu, Aronne, sei così ansioso di sperimentare in prima persona la tremenda ira divina di cui sovente sei stato testimone? Sei forse invidioso del tuo balbuziente fratello, stanco del tuo secondario ruolo di interprete?

5Ciò vedendo, Aronne costruì un altare davanti al vitello e proclamò: «Domani sarà festa in onore del Signore». 6Il giorno dopo si alzarono presto, offrirono olocausti e presentarono sacrifici di comunione. Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento.

Largo a lapidazioni, ritorsioni e discriminazioni, dunque.

Esodo 32,6

7Allora il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d’Egitto, si è pervertito. 8Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicata! Si son fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: Ecco il tuo Dio, Israele; colui che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto».

9Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo e ho visto che è un popolo dalla dura cervice. 10Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga. Di te invece farò una grande nazione».

Heil Dio!

11Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d’Egitto con grande forza e con mano potente? 12Perché dovranno dire gli Egiziani: Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. 13Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo e tutto questo paese, di cui ho parlato, lo darò ai tuoi discendenti, che lo possederanno per sempre».

Bravo Mosè! Un coraggioso messaggio di pace –sebbene per un ritorno d’immagine– in una Bibbia finora grottesca e truculenta.

14Il Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo.

Esodo 32,14

15Mosè ritornò e scese dalla montagna con in mano le due tavole della Testimonianza, tavole scritte sui due lati, da una parte e dall’altra. 16Le tavole erano opera di Dio, la scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle tavole.

17Giosuè sentì il rumore del popolo che urlava e disse a Mosè: «C’è rumore di battaglia nell’accampamento». 18Ma rispose Mosè:

«Non è il grido di chi canta: Vittoria!
Non è il grido di chi canta: Disfatta!
Il grido di chi canta a due cori
io sento».

19Quando si fu avvicinato all’accampamento, vide il vitello e le danze. Allora si accese l’ira di Mosè: egli scagliò dalle mani le tavole e le spezzò ai piedi della montagna. 20Poi afferrò il vitello che quelli avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell’acqua e la fece trangugiare agli Israeliti.

Ennò eh, Mosè, non fare il finto tonto adesso! Di che droghe ti fai tu, invece? Di sicuro non di ma(rijua)nna, altrimenti non avresti avuto tutte queste energie e avresti lasciato correre: Jahvè t’ha appena descritto preciso preciso quel ch’è successo manco fosse Tolkien e tu mi cadi dalle nuvole? Che t’aspettavi di trovare, un rodeo? Un allevamento Mellin? Lo United Center di Chicago?

21Mosè disse ad Aronne: «Che ti ha fatto questo popolo, perché tu l’abbia gravato di un peccato così grande?». 22Aronne rispose: «Non si accenda l’ira del mio signore; tu stesso sai che questo popolo è inclinato al male. 23Mi dissero: Facci un dio, che cammini alla nostra testa, perché a quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che cosa sia capitato. 24Allora io dissi: Chi ha dell’oro? Essi se lo sono tolto, me lo hanno dato; io l’ho gettato nel fuoco e ne è uscito questo vitello».

Punto primo (v.22): Aronne scarica il barile con un cliché antisemita.
Punto secondo (v.24.i): Aronne incarna un cliché antisemita.
Punto terzo (v.24.ii): Aronne si arrampica sugli specchi con un linguaggio capzioso.

25Mosè vide che il popolo non aveva più freno, perché Aronne gli aveva tolto ogni freno, così da farne il ludibrio dei loro avversari. 26Mosè si pose alla porta dell’accampamento e disse: «Chi sta con il Signore, venga da me!». Gli si raccolsero intorno tutti i figli di Levi.

Gli altri sono un branco di scemi: è chiaramente una domanda trabocchetto a cui dover mentire. Ma porca paletta.

27Gridò loro: «Dice il Signore, il Dio d’Israele: Ciascuno di voi tenga la spada al fianco. Passate e ripassate nell’accampamento da una porta all’altra: uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente».

Ah, ecco a cosa miravi, Mosè: a dar sfogo di persona alla vorace sete di sangue che hai dentro, dopotutto la tua storia alla guida di Israele comincia con un omicidio e termina con il genocidio dei Madianiti, anche se in quest’ultimo caso c’è l’attenuante che fosse il popolo di tua moglie… Già ti vedo da Vespa, con lo sguardo di marmo e la spilletta della National Rifle Association appuntata alla tunica.

28I figli di Levi agirono secondo il comando di Mosè e in quel giorno perirono circa tremila uomini del popolo.

Esodo 32,28

29Allora Mosè disse: «Ricevete oggi l’investitura dal Signore; ciascuno di voi è stato contro suo figlio e contro suo fratello, perché oggi Egli vi accordasse una benedizione».

Tranne il tuo, di fratello, caro Mosè: a quello non hanno torto un capello nonostante fosse stato l’ideatore e il forgiatore del vitello d’oro:

[…] 35Il Signore percosse il popolo, perché aveva fatto il vitello fabbricato da Aronne.

A ulteriore sfregio dei cadaveri, poi, Aronne viene posto a capo della casta dei sacerdoti formata, guarda caso, da quei leccaculo fratricidi dei Leviti: immaginatevi l’ironia di funerali officiati da chi ha causato la morte dei defunti, coadiuvato dagli esecutori materiali della strage.

Divino.

-m4p-

Fonte del testo: Bible Gateway
Fonte delle immagini: The Brick Testament

Relativismo religioso

[Post ispirato da questo di eos27]

“Uso dei profilattici, eutanasia, castità dei coniugi separati, divorzio, aborto, verginità degli sposi” c’erano anche ai tempi di Gesù, che non ne ha mai parlato. La Chiesa fa più di quanto sia compito suo.

Mi diverto spesso a far notare ai credenti l’accurata scelta dei precetti più comodi da seguire, per mettere in evidenza le contraddizioni e l’inadeguatezza della religione. Anche i prelati selezionano attentamente cosa predicare, dell’Antico Testamento si leggono quasi solo i profeti o le parti non truculente degli altri libri, a messa. Tuttavia preferisco il relativismo dei credenti, Gesù stesso ha abrogato molti precetti, leggi e comandamenti in nome dell’amore e del buonsenso. Negli altri casi si tratta di paraculaggine.

Il relativismo ha sempre fatto parte della religione cristiana. La Chiesa non è “un libro scritto nell’antichità” (cit.), ma è stata costruita a tavolino con un libro gretto e retrogrado (Vangeli a parte) come base, selezionando già alla nascita ciò che fosse più comodo ai suoi fondatori -i Vangeli canonici sono solo l’esempio più eclatante. Tanta roba è stata aggiunta artificiosamente nel corso del tempo senza prendere in considerazione la vita vera, con la quale non può non scontrarsi.

Non giochi al gioco? Non fare le regole”
Daniele Luttazzi (copiando chissà chi)

Non si può negare che le alte cariche religiose vogliano controllare le masse per il proprio tornaconto e la propria sopravvivenza. Le religioni sono sempre più prossime al collasso, si tengono in piedi grazie all’enorme diffusione, al plurimillenario radicamento nella società, all’oscurantismo, al sostegno politico e alla paura.

Tanto più le tradizioni sono invasive, quanto meno possono tenere il passo con i tempi.

-m4p-

Della stessa risma:

“Chi ha orecchi da udire oda”, il blog di Giacinto Butindaro

Buon Natale 2011

Interno giorno, casa di Giuseppe e Maria a Nazareth attorno al 30 d.C., Natale.

Gesù: – Mamma, voglio cambiare le cose: discriminazione, privilegi, sfruttamento, oscurantismo, cupidigia, perdita dei valori, sublimazione della mediocrità… il genere umano sta andando a rotoli.
La Madonna: – Lascia in pace la gente, che ha già tanti problemi; lasciale fare come le pare, che t’importa dei valori? C’è già l’amichetto tuo, Simon Di Pietro, che pensa a quelli, tu resta a casa con mamma tua.
Gesù: – Delegare agli altri significa lavarsene le mani, e al solo pensiero mi vengono i brividi: “dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”, come dirà Gandhi. Devo farlo in quanto uomo.
La Madonna: – Io non capisco perché vuoi metter bocca dappertutto e passare da odioso dopo trent’anni che te ne sei stato tranquillo a casa a lavorare. Tròvati una ragazza e lascia un po’ in pace le persone, che problema c’è se a loro piace Fabio Volo o se non sanno niente della manovra Monti? Perché d’un tratto vuoi che tutti la pensino come te?
Gesù: – Non voglio che la pensino come me, mamma, voglio che pensino con la propria testa! Tutto questo parlare di pastori e di greggi li ha tramutati in pecore vere! Con la loro superficialità e la loro ignoranza influenzano la società in cui viviamo, oltre a lasciare intonse le infinite e meravigliose potenzialità donate loro dalla natura!
La Madonna: – Vuoi dire “da Dio”.
Gesù: – È uguale, potremmo essere tutti degli dèi, se solo le sfruttassimo appieno e magari collaborassimo.
La Madonna: –
Lascia perdere, ti dico, che poi c’è chi se ne approfitta per fare i propri porci comodi distorcendo quel che vorresti insegnare.
Gesù: –
È proprio questo che voglio cambiare, voglio far sapere agli uomini e alle donne che è l’amore incondizionato donato e ricevuto a rendere felici, non fare “i propri porci comodi”! Il mio è un messaggio d’amore.
La Madonna: –
Anche i libri di Fabio Volo parlano d’amore.
Gesù: –
Se l’occhio tuo ti fa cadere in peccato, cavalo; meglio è per te entrare con un occhio solo nel regno di Dio, che avere due occhi ed essere gettato nella geenna.
La Madonna: –
Non ti sembra un po’ eccessivo?
Gesù: –
È chiaramente una metafora.
La Madonna
: – Sì ma non è in contrasto con la storia dell’amore incondizionato?
Gesù: – È proprio perché amo che devo essere duro: l’accondiscendenza non è amore, non risolve i problemi, porgere l’altra guancia per preservare la pace, ma passare all’azione per prevenire i danni, far cambiare condotta ai corrotti e salvare anime. È tempo che qualcuno faccia una sferza di cordicelle, scacci tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; getti a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesci i banchi, e ai venditori di colombe dica: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».
La Madonna: – Ma perché devi essere tu quel qualcuno?
Gesù: – Perché attorno a me vedo solo sepolcri imbiancati e gente senza palle.
La Madonna: – Non sei mai stato un figlio facile… Come faresti se venissero fuori tutte le bischerate che combinavi da bambino (tranne per quella volta che insegnasti al tempio, a proposito di rompere le scatole agli altri)?
Gesù: – Non mi vanto del mio passato, ma nemmeno lo nego. Dopotutto, sono un uomo.
La Madonna: – Bah, faremmo in modo di tenere nascoste tali versioni, magari screditandole se dovessero venire alla luce. Dovresti anche fare qualche ritocchino all’immagine, che con la guerra al terrorismo è meglio che non si vada appresso a un mulatto palestinese. Non somigli per niente a tuo Padre, e aspetta che Gli dica che cos’hai in mente…
Gesù: – In verità, in verità ti dico: quello là pensa solo ai soldi.
La Madonna: – È merito Suo se non paghiamo l’Ici, dovresti baciare il suolo dove fluttua.
Gesù: – Parli così perché ti mantiene.
La Madonna
: – Tzè! Pensa al compleanno va’, ché non te ne restano tanti su questa terra. Piuttosto, che regali ti sono arrivati?
Gesù: – Da Giuda una scatola di Baci.
La Madonna: – Che simpatico quel ragazzo.
Gesù: – S’impicchi.
La Madonna: – Spoiler alert!
Gesù: – Tutti gli anni la stessa storia…

-m4p-

Magari non v’interessano neanche:

פרידה, חברים (adiós, amigos)

Gustave Doré, "Adam et Ève Chassés d'Eden" (1865)

Io credo che la cacciata dall’Eden sia colpa di Dio.

L’Uomo e la Donna sono appena stati creati e Lui/Lei, anziché educarli, li lascia allo stato brado a blaterare nomi inventati con una legge terrificante che i due, ingenui come neonati, rispettano senza farsi domande. Almeno finché non entra in scena il Diavolo, acerrimo nemico/amico dell’Altissimo/a, secondo solo a Lui/Lei in astuzia (non che ci fossero molti altri pretendenti al titolo, in giro) che certo ha vita facile a raggirare i coglioncelli e far loro mangiare dell’Albero della conoscenza del Bene e del Male™. Ora io dico, a parte il telespettatore medio, chi non sarebbe stato curioso di una roba con un nome simile? Dio non poteva chiamarlo, che ne so, l’Albero della Merda o Fiat Multipla per tenerli lontani? Pure Hitler cambiò il nome della Linea Gotica per evitare che gli Alleati si gasassero troppo in caso avessero sfondato un limite dal nome tanto evocativo (invece…).

Che fa Dio, dall’alto della Sua perfezione e benevolenza, per rimediare? Anziché riconoscere il Suo errore e la Sua leggerezza flagellandosi e/o indossando del cilicio e/o eliminando il Serpente che ha creato Lui/Lei stesso/a, perde le staffe (come spesso Gli/Le sarebbe accaduto nei successivi diecimila anni) e se la prende con le uniche vittime della faccenda, condannandole al dolore e alla morte. Eccheccazzo, pure alla Franzoni hanno dato le attenuanti generiche. Sfacciato/a, poi, non cerca nemmeno d’insabbiare la storia, per carità!, la pubblica addirittura come incipit del suo best seller!

Sono più indignato di Bruno Vespa quando chiudono un’indagine sull’omicidio di un minore.

-m/4/p-

Aggiornamento:

 

Magari v’interessano pure:

Non ci posso credere

io è buono, Dio è amore, Dio è misericordioso. Dio è un uomo perfetto, insomma, che ha solo i tratti che noi riteniamo positivi e che, tuttavia, ha creato parecchie cose imperfette, i suoi figli per primi.

Io non credo in alcun essere superiore, in nessuno spirito né primo amore perché non ne ho ancora trovato uno che, con un ragionamento logico, non riesca a ricondurre a paura, ignoranza e tornaconto personale. L’intelletto dovrebbe essere un dono di Dio, tra l’altro, e che razza di dio è uno che ti dona uno strumento così potente che però, guarda caso, difetta proprio nel particolare più rilevante, ovvero comprendere il suo stesso benefattore, il Padre Nostro che ci ha creati a sua immagine e somiglianza tranne che per l’intelligenza e i tratti negativi del carattere?

Ma Dio non è concepibile dalla ragione umana“, diranno subito i miei religiosi lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. Questa è una delle solite scuse per evitare spiegazioni che non si è in grado di dare perché, semplicemente, non se ne hanno. Basta fermarsi un attimo a pensarci, superando il comprensibile terrore causato da ciò che deriva dall’assenza di un dio, per rendersene conto: è tutto un trucco protratto tramite oscurantismo e minacce per farci accettare di essere controllati e sottomessi o, come si dice dalle mie parti, per farci contenti e coglionati.

Dio ci ama infinitamente ma punisce con la dannazione eterna chiunque osi metterlo in discussione, come un qualsiasi dittatore. “Dio ci lascia il libero arbitrio e punisce chi, usandolo, decide di sfidarlo o di rinnegarlo“, direte voi, ma è un’altra giustificazione, un’altra fandonia, in qualunque maniera la si voglia rigirare. Ci ama tutti allo stesso modo, però ha eletto un solo popolo in particolare – opportunamente ubicato nel bacino del Mediterraneo, il cuore del mondo occidentale conosciuto all’epoca – al quale manifestarsi e inviare il proprio figlio per la redenzione dell’umanità tutta,  lasciando invece in balia degli eventi l’Europa settentrionale, il resto dell’Asia e dell’Africa, la totalità di Americhe e Oceania, dove decise di non mandare neanche un cugino di secondo grado per portare la Buona Novella, bensì un genovese, qualche conquistador o altri tipi di criminali. Con millenni di ritardo rispetto ad Abramo. Non è Dio ad aver scelto l’Uomo, è stato l’Uomo a scegliersi Dio.

Dio che, tra l’altro, nella sua perfezione ha un disegno, no? Non è questo un caposaldo della religione? Che Egli conosca già tutto (passato, presente e futuro allo stesso tempo)? Ma allora come possiamo davvero essere “liberi di decidere” se è già tutto scritto? “Libero arbitrio, libero arbitrio“, ce ne riempiamo la bocca ripetendocelo allo spasmo masturbandoci a vicenda perché ci fa star meglio, ci conviene: essere liberi e allo stesso tempo avere il culo parato da un Dio che ha già un progetto perfetto per cui qualunque cosa io faccia non corro il rischio di intaccarlo. Quindi sono divino anch’io, visto che posso scegliere e vivere la mia vita come voglio pur rimanendo parte integrante e strumento dell’armoniosa impeccabilità del Divino? Blasfemia! È la divinità, seppur onnipotente e onnisciente, a stabilire di non influenzare la nostra vita tranne quando Gli/Le faccia comodo! E allora la storia del disegno?

Anche essendo davvero liberi senza comprometterlo, poi, pregare resta inutile. Non parlo solo di vincere al Superenalotto o passare un esame, ovviamente, ma di tutte le preghiere. Se Egli ha questo piano perfetto fino alla sua più infinitesima parte perché dovrebbe cambiarlo per noi, che non possiamo comprenderlo? Poi quando le cose non vanno come vorremmo, “rientra comunque tutto nel disegno di Dio, anche se non possiamo capirlo, persino fatti tragici e dolorosi avvengono per una ragione a noi incomprensibile ma che appartiene a un disegno più alto”. Contenti e coglionati.

Che senso ha poi donarci la vita se il suo fine ultimo è quello di ricongiungersi a Lui? Non potrebbe crearci direttamente in Paradiso come ha fatto con gli angeli, nella sua smisurata benevolenza?Dobbiamo guadagnarcelo, il Paradiso“. Ma come, Dio non era infinitamente compassionevole? La storia del “maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita” (Genesi 3, 17) è un tantino discrepante col succitato dogma, quanto meno da farmi mettere in dubbio l’attributo di “infinito”. Un Dio perfetto ed esclusivamente positivo che fa le bizze e sbatte i piedi come un bambino perché la sua stessa creazione imperfetta, che cammina sulla Terra da dieci minuti, s’è fatta raggirare dal Diavolo, maestro dell’inganno e dall’inesauribile malizia, nonché acerrima controparte del Dio in questione, al quale solamente è secondo. Bella storia.

Sia chiaro, io non ce l’ho con Dio, come potrei avercela con qualcuno/qualcosa alla cui esistenza non credo? Sto solo mettendo in evidenza alcune grossolane contraddizioni di cui la religione cristiana (quella che conosco meglio) abbonda. La mia rabbia è rivolta verso chi si fa beffe di milioni di persone, raccontando loro favole ridicole e difficilmente credibili facendo leva sulla paura e sullignoranza, frustrando, aggredendo e accampando ridicole scuse quando vengono messi di fronte alla fragilità di tali, sesquipedali sciocchezze.

Quand’ero all’università a Bologna e mio padre mi chiamava per sentire come stavo, si rattristava con me quando ero giù e si rallegrava con me quando stavo bene. Così era il Dio in cui credevo quando mi ero già allontanato dai dettami della Chiesa, così immaginavo dovesse essere un vero Padre. Vedevo le nostre telefonate come le mie confidenze – chiamatele “preghiere”, se volete – e la sua empatia come compassione e amore. Questo rimane il mio ideale di Dio, anche ora che ho smesso di credere. Neanche il rapporto col mio padre terreno è cambiato molto: io sono sempre fuori casa e continuiamo a sentirci spesso, anche se abbiamo iniziato a discutere animatamente su questi argomenti. Lui dice che non credere in Dio è da egocentrici e arroganti; parafrasando significa che la convinzione di essere stati creati espressamente a propria (parziale) immagine e somiglianza da un Essere superiore e perfetto, prediletti tra tutte le altre creature in tutto l’universo nei secoli dei secoli sia da umili, mentre invece persuadersi del fatto di essere il mero frutto del caso e di miliardi di anni di evoluzione e quindi niente affatto speciali o superiori – se non secondo criteri arbitrari e vantaggiosi – sia da superbi e presuntuosi.

Prendendo in prestito le parole di George Carlin, mi piacerebbe che fossimo

parte di una saggezza più grande di quanto potremo mai comprendere [perché non evolveremo abbastanza, non per un dono imperfetto, N.d.m4p], un “ordine superiore”, chiamatelo come volete. […] Non punisce, non premia, non giudica affatto: esiste e basta, e così noi, per un po’ di tempo.

Senza tutte le stronzate a corollario ma solo, nel caso, amore e perdono.

-m4p-

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