Feste

«Pazzo, tu erri. Perché io ti dico
che non c’è buio se non l’ignoranza
nella quale tu vagoli sperduto
più che gli Egizi nella loro nebbia.»

William Shakespeare, sociologo, ne La Dodicesima Notte, o Quel che volete

Per mezzo di questa battuta messa in bocca a Feste, non a caso un giullare, il buon vecchio Will anticipava Facebook e quegli utenti che son prodighi di “Mi piace” e commenti entusiasti per status d’accusa rivolti implicitamente a loro. Un’abitudine che rivela della natura  umana veramente ma veramente tanto.

Facciamo un esempio, un misto di conversazioni realmente avvenute e di alcune che se non hanno luogo è meglio. Per gli altri.

[Status velenosissimo ed esplicito (e anche un po’ populista, che va tanto di moda ultimamente, ma ci sta alla grande) verso ignoti. Che son anche ignari, ingenui e idioti. Segue pioggia di “Mi piace” e commenti più vuoti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle. Prendiamone uno a caso.]

IM: TI AMO! [Commento rielaborato per preservare la privacy della persona interessata, il contenuto e l’ortografia della lingua italiana – N.d.m4p]

m4p: Veramente è dedicato (anche) a te.

IM: Ma checcazzo dici?!?!

m4p: Eh, lo so, càpita spesso di fraintendere a chi non è solito farsi un esame di coscienza ma è sùbito pronto a mettere le mani avanti e a spalar merda addosso agli altri non appena si sente minacciato, soprattutto quando le invettive giungono dal proprio oggetto del desiderio, dalle cui labbra si pende idolatranti e con la bava alla bocca. Ma anche più in basso. Manca qualche accento???

IM: Ti credi tanto migliore degli altri?

m4p: Non “migliore”, semplicemente “diverso” (inside joke). Io non giudico: non biasimo né giustifico, semplicemente analizzo. Posso esprimere la mia opinione senza venir tacciato d’essere un troll al soldo della carta stampata italiana? Sì, ti ho dato della grillina, il che è tutto dire. L’avevi capito?

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Satirico, pungente al punto giusto, simpatico, brillante e arguto…

Son tutte qualità di cui son sprovvisto…

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I 8 PSE

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Catullo, Carmen LXXXV

Io amo la mia città. Eppure la odio. Perché è vecchia, nonostante sia giovane (1952).

Porto_Sant'Elpidio-StemmaPorto Sant’Elpidio è vecchia, così vecchia che non solo il casello dell’autostrada (7 agosto 2011) è stato inaugurato con 38 anni di ritardo rispetto al resto dell’A14 (1973) e 87 rispetto al primissimo tratto (21 settembre 1924), ma addirittura ci hanno fatto una festa. Cioè, capite? Nel 2011, per un casello autostradale… manco fosse uno Stargate! Tra l’altro un casello talmente piccolo che ha una sola corsia. Col diritto di precedenza per chi se ne va. Eravamo talmente in ritardo che il primo veicolo a passare era trainato da cavalli.

Io amo la mia città. Ci sono nato e cresciuto per i primi diciannove anni della mia vita, ci sono i miei più cari amici e tutta la mia famiglia, che amo nonostante io sia la “pecora nera“, dal loro punto di vista.

Ho vissuto a Bologna, Milano e Londra e adesso faccio l’animatore, e quando torno a casa soffoco. Perché PSE è una città gretta. È come vivere nel Truman Show, tutto ciò che è fuori copione non esiste o è “cinema”. A Porto Sant’Elpidio non ci sono drogati e non ci sono gay, non si abortisce e non si divorzia. Cristo, persino l’adozione è un argomento sgradevole di cui sparlare sottovoce e con le finestre chiuse. Nel 2013. Dopo Cristo. Se una di queste cose accade in una famiglia non è un dramma, è una tragedia. Non ci si sente disonorati ma feriti, lacerati. E si somatizza e ci si incazza, si cerca la pietà degli altri stigmatizzando il colpevole, perché sono tutte realtà estranee a quella cristallizzata nella campana di vetro di un’insulsa cittadina marchigiana di manco 26.000 anime. Fottesega che d’estate si riempia di turisti abruzzesi e umbri col cervello più vuoto delle proprie tasche. Da me i giovani o sono rimasti a ristagnare nello stesso giro di conoscenze o sono scappati in città universitarie, illudendosi di poter ricreare un ambiente d’ampio respiro e multiculturale che si risolve in concerti fini a sé stessi, perché il suolo portoelpidiense è tutt’altro che fertile.

Perché? Perché la gente che ci vive non si merita altrimenti: più della metà dei suoi abitanti ha più di quarant’anni, che si dividono tra la fabbrica e la chiesa, e i giovani –in parte come loro– credono di essere al centro del mondo mentre invece è solo un neo, e con la loro convinzione lo stanno rendendo uno sfintere.
Per carità, non c’è niente di male nel vivere in una cittadina del cazzo, il mondo ne è pieno e non è nemmeno colpa nostra, ma farsi abbagliare da Giri d’Italia, Bandiere Blu, piste ciclabili e quant’altro è semplicemente patetico, è una vivacità apparente. Abbiamo un multisala che ha strangolato i cinema tradizionali nel giro di decine di chilometri. Stessa cosa per l’Auchan con i piccoli commercianti. Da noi campano solo i cinesi e i magnaccia, che riempiono di puttane i 7 chilometri di statale e gli appartamenti della città col beneplacito dei cittadini, che vanno a protestare in comune e in privato triplicano gli affitti.

Quanti miei concittadini consultano la Biblioteca Comunale? Quanti partecipano a I Teatri del Mondo? Quanti invece fanno di bar e chalet il proprio luogo di culto? O andate a una processione o alla messa di una festività maggiore, sarà pienone. Di gente e bigottismo.

Io amo la mia città, eppure la odio. Perché ha bisogno di sentirsi quello che non è per stare bene con sé stessa.

Io odio la mia città.

Eppure la amo.

Però la odio, cazzo.

-m4p-

L’Innocenza dei Bambini 02×16

Bimbo: “Si mangia a bocca piena!”

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Bimbo: “Voglio andare da mamma.”
m4p: “Che le devi dire?”
Bimbo: “Una cosa.”
m4p: “Che cosa?”
Bimbo: “Che voglio andare da mamma.”
m4p: “Ah.”

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Bimba: “Nooo, devi farla andare là, così vado a prenderla fuori…”
m4p: “E no, lo scopo del gioco è ‘NON farla andare fuori’, non ‘FARLA andare fuori’…”
Bimba: “Eh?”

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Contenuti extra:

L’Ignoranza degli Adulti:
Ospite: “Tu di dove sei?”
m4p: “Sono marchigiano.”
Ospite: “Ah. È Calabria, vero?”

L’Innocenza dei Bambini 02×12

Quest’inverno lavoro in un villaggio a Sharm El Sheikh, ma solo con una stagione e mezza di ritardo m’è venuto in mente di raccogliere e pubblicare alcuni aneddoti leggendo i quali è facile capire perché adoro stare coi bambini. Lo so, sono un pirla. E so anche che molta gente non mi affiderebbe i propri figli se leggesse la radice cubica di quello che scrivo su questo blog, ma tant’è, come dice Google:”un uomo coerente crede nel destino, un uomo capriccioso nel caso”.
Buona lettura.

m4p: “Guardate, l’Uomo Invisibile!”
Bimba: “Dov’è il l’Uomo Invisibile? Non lo vedo…”

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Bimbo: “Io sono stato in due isole.”
m4p: “Lo sai che anche l’Egitto è un’isola?”
Bimbo: “Sì, lo so.”
Bimba: “Anch’io lo so, perché l’ho visto dall’aereo…”
m4p: “Bravi.”

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Bimbo: “Dove abiti?”
m4p: “Adesso abito a Sharm El Sheikh. Tu ci sei mai stata a Sharm El Sheikh?”
Bimba [ci pensa]: “No.”
m4p: “Complimenti.”

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Contenuti extra:

I Luoghi dell’Infanzia:
Sharle Scèdd (Sharm El Sheikh)

I Cartoni dell’Infanzia:
“Pippi Calzeumbre”

L’Ignoranza degli Adulti:
Ospite: “Qual è il tuo libro preferito?”
m4p: “L’Iliade.”
Ospite: “E di che parla?”

Occhio sporgente

Mi è recentemente* capitato di vedere un DVD di Braccio di Ferro, ed è subito sorto in me l’impulso a dar voce a certe considerazioni covate nel bagagliaio del mio cervello per quasi tre decadi.

Braccio di Ferro (Popeye): creato con lo scopo di persuadere i bambini a provare un vegetale che notoriamente schifano: del buon tabacco americano. B.d.F. è cieco da un occhio e ha degli avambracci spropositati a furia di masturbarsi, visto che gli spinaci gli gonfiano tutti i muscoli e che Olivia è così alta a forza di tirarsela. Antesignano di Capitan America e Lance Armstrong, si affida a sostanze che aumentano artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni. No, dico, complimenti.

Stan Smith

Versione giovanile, non guercia né calva di B.d.F.

Olivia (Olive Oyl): zoccola totalmente priva di endoscheletro, senso del pudore e sensibilità, sceglie di sposare B.d.F. facendo la conta col naso, salendo poi all’altare con Bluto non appena le si presenta innanzi vestito meglio di B.d.F. Prototipo delle Principesse Disney, insegna perfettamente alle ragazze a essere opportuniste, badare alle apparenze e fregarsene dei sentimenti, propri e altrui. In sostanza, Vallettopoli e il Rubygate sono colpa sua.

Bluto/Bruto/Timoteo (Bluto/Brutus): Moro, aitante, muscoloso, stupido. Praticamente l’uomo che tutte le donne vorrebbero. Acerrimo rivale di BdF, è in realtà la vera vittima, un antieroe austeniano con tutti i crismi: combatte per amore e, sebbene sia spesso disonesto, si affida all’astuzia e alle sue sole forze. Difficile a credersi ma l’unico barlume di etica di tutto il cartone animato risiede nel suo petto villoso.

Poldo Sbaffini (J. Wellington Wimpy): scroccone, adulatore, imbroglione e perennemente affamato di hamburger. Ma ha anche lati negativi. Interpretato da Giampero Galeazzi nel film con Robin Williams, nel cartone muore di aterosclerosi dopo due episodi, costringendo gli autori della serie a casting continui e costosi, per questo lo si vede in poche puntate.

Pisellino (Scooner Seawell Georgia Washenting Christiffer Columbia Daniel Boom, soprannominato Swee’ Pea): trovatello adottato da Braccio di Ferro, di cui prende il cognome. Ciò lo rende, legalmente, Pisellino di Ferro. Non c’è altro da aggiungere.

Pisellino di Ferro da grande

Babbo di Bordo/Braccio di Legno/Trinchetto (Poopdeck Pappy): e chi cazzo è?!

-m4p-

A modern day interpretation of Popeye by artist Lee Romao

Je piacerebbe!!! (by Lee Romao)

NOTE:
* riferito a quando ho iniziato a scrivere l’articolo, cioè tipo il 20 dicembre 2012. E se fosse finito il mondo?!?!

La mise del perfetto rivoluzionario

  • Scarpe Nike;
  • Calzini Kappa;
  • Slip Tezenis;
  • Pantaloni Adidas;
  • T-shirt di Batman;
  • Felpa con cappuccio Levi’s;
  • Kefiah;
  • Maschera di V,
  • Marlboro morbide;
  • Adesivi.

-m4p-

Ottobre 2012 – Love is gone

Non è facile fare l’animatore e avere un blog. Ancora meno fare l’animatore e averne quattro. Di cui uno collettivo. Ve pare che poi due non vanno congelati? Vabbè, scrivo ancora in uno dei due in freezer, quello serio, ma solo quando sono ispirato. Ed essendo serio, non lo sono quasi mai.

Mia sorella si è laureata. Adesso può finalmente fare la baby-sitter a tempo pieno.

Non si può giocare a basket e fumare, devo smettere. Di giocare a basket.

Io: “Non sarai incinta?”
Mia sorella: “No.”
Io: “Avresti dovuto rispondere ‘io non conosco uomo‘.”

Quando la notte porta scompiglio, il mattino ha il topo in bocca.
[Marta sui Tubi – Cinestetica]

L’incoerenza è pressoché l’unica cosa che ci possiamo permettere.

Justin Timberlake s’è sposato con la bellissima Jessica Biel, indimenticabile nei ruoli della figlia troia di “Settimo Cielo”, della ragazza inutile di “Blade Trinity” e di.

Uscire di casa a fumare con la maglietta “Too Late to Die Young” mentre passa un corteo funebre è stata una bella figura di merda.

Mamma: “Dove vai?”
Io: “A giocare a calcetto a Porto San Giorgio.”
Mamma: “E poi?”
Io: “Torno a casa, cambio borsone e vado a Morrovalle a giocare a basket.” [si mette una sigaretta in bocca] “Che figlio sportivo che c’hai!”

A tutti piace farsi del male.

Da McDonald’s:
Un New York Crispy, per favore.
-Con carne o pollo?
Carne. … … Come, scusa?

Papà dice di essere nato in Molise, ma non riusciamo a trovare l’atto di nascita. Del Molise.

Sono stato a Pescara. In piazza c’era una manifestazione studentesca contro la crisi. È commovente vedere tutti quei tredicenni seduti in terra essere arringati da coetanei col megafono. Almeno finché non ne scorgi uno con sulla felpa la foto di Steve Jobs, icona al tempo stesso di consumismo e capitalismo.
Think different.

-m4p-

Pubblicati a ottobre: