Sedie come veri e propri membri della famiglia

Dopo tutte le scorregge che ciài fatto sopra, l’abbandoni pure?

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Va tutto bene.

-m4p-

Le comunali di PSE (giusto per passare il tempo)

Post-it PSE

Clicca per andare al blog, cazzo.

Il 26 e 27 maggio 2013 i cittadini di Porto Sant’Elpidio si recheranno alle urne per le elezioni amministrative 2013. Per ora sono quattro le liste in gara presentate (dall’estrema destra di Fratelli d’Italia, L’Alternativa e Movimento 5 Stelle alla destra moderata del PD), per tre candidati sindaci. No, davvero.

Conosco altre nomination proposte e una la voterei anche, se fossi a casa in suddette date. E se avessi ancora il diritto di voto, cosa che ignoro visto che sono un po’ di elezioni che salto, volente o nolente. Ma dato che praticamente tutti hanno chiesto a mio padre di entrare a far parte dell’esecutivo, forse non voterei nessuno comunque. E chi se fida?

Sono tornato a casa da qualche giorno dopo sei mesi di assenza, e percorrendo la statale all’una di notte per rispondere a un sondaggio sulle puttane (ma anche per limonarmi una Guinness dopo troppa “birra” egiziana), m’è venuto da pensare. Sì, prima della Guinness. E delle mozzarelline fritte. E della marinara.

Ho già parlato dei motivi per cui detesto la mia città, ma mi va di approfondire. Mi cito:

Abbiamo un multisala che ha strangolato i cinema tradizionali nel giro di decine di chilometri. Stessa cosa per l’Auchan con i piccoli commercianti. Da noi campano solo i cinesi e i magnaccia, che riempiono di puttane i 7 chilometri di statale e gli appartamenti della città col beneplacito dei cittadini, che vanno a protestare in comune e in privato triplicano gli affitti.

Ecco.

Si fa presto a far campagna elettorale sbraitando che si cacceranno tutti. Prima ancora dei suddetti cinesi e magnaccia, ad imbracciare fiaccolefforconi saranno gli affittuari dei loro schiavi e delle loro puttane, ché i soldi di musi gialli e zingari valgono molto più di un pugno di voti, soprattutto in tempo de crisi.

Va tutto bene.

-m4p-

Who did that to you? (John Legend)

John Legend

John Legend

Ora non ho paura di svolgere il compito del Signore,
dici che la vendetta è sua ma io la attuerò per primo.
Me ne occuperò nel nome della legge.

Ora, se ti ha fatto piangere, oh, devo saperlo,
se non è pronto a morire, è meglio che si prepari.
Il mio giudizio è divino, ti dico io chi puoi chiamare,
puoi chiamare…

Ti conviene chiamare la polizia, la scientifica,
chiama il prete, devo avvisarti,
non ci sarà pace quando troverò quel pazzo.
Chi è stato?
Chi è stato, piccola mia?
Chi è stato?
Devo trovare quel pazzo.
Chi è stato?

Ora, io non traggo piacere dal dolore altrui,
ma la mia ira si abbatterà come gelida pioggia.
E non ci sarà riparo, nessun posto dove andare.

È ora di alzare le mani, ora di arrendersi,
sono un giustiziere, il difensore del mio amore,
sei un ricercato, qui lo sanno tutti.

Ti conviene chiamare la polizia, la scientifica,
chiama il prete, devo avvisarti,
non ci sarà pace quando troverò quel pazzo.
Chi è stato?
Chi è stato, piccola mia?
Chi è stato?
Devo trovare quel pazzo.
Chi è stato?

Adesso continuerà a scappare, ma mi sto avvicinando,
Lo braccherò fino all’amara conclusione,
se mi vedi sempre più vicino, chi chiamerai?

Ti conviene chiamare la polizia, la scientifica,
chiama il prete, devo avvisarti,
non ci sarà pace quando troverò quel pazzo.

Ti conviene chiamare il medico, l’avvocato,
lo inseguirò fino in California,
m’impegnerò al massimo per trovare quel pazzo…
Chi è stato?

Traduzione di marco4pres

Feste

«Pazzo, tu erri. Perché io ti dico
che non c’è buio se non l’ignoranza
nella quale tu vagoli sperduto
più che gli Egizi nella loro nebbia.»

William Shakespeare, sociologo, ne La Dodicesima Notte, o Quel che volete

Per mezzo di questa battuta messa in bocca a Feste, non a caso un giullare, il buon vecchio Will anticipava Facebook e quegli utenti che son prodighi di “Mi piace” e commenti entusiasti per status d’accusa rivolti implicitamente a loro. Un’abitudine che rivela della natura  umana veramente ma veramente tanto.

Facciamo un esempio, un misto di conversazioni realmente avvenute e di alcune che se non hanno luogo è meglio. Per gli altri.

[Status velenosissimo ed esplicito (e anche un po’ populista, che va tanto di moda ultimamente, ma ci sta alla grande) verso ignoti. Che son anche ignari, ingenui e idioti. Segue pioggia di “Mi piace” e commenti più vuoti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle. Prendiamone uno a caso.]

IM: TI AMO! [Commento rielaborato per preservare la privacy della persona interessata, il contenuto e l’ortografia della lingua italiana – N.d.m4p]

m4p: Veramente è dedicato (anche) a te.

IM: Ma checcazzo dici?!?!

m4p: Eh, lo so, càpita spesso di fraintendere a chi non è solito farsi un esame di coscienza ma è sùbito pronto a mettere le mani avanti e a spalar merda addosso agli altri non appena si sente minacciato, soprattutto quando le invettive giungono dal proprio oggetto del desiderio, dalle cui labbra si pende idolatranti e con la bava alla bocca. Ma anche più in basso. Manca qualche accento???

IM: Ti credi tanto migliore degli altri?

m4p: Non “migliore”, semplicemente “diverso” (inside joke). Io non giudico: non biasimo né giustifico, semplicemente analizzo. Posso esprimere la mia opinione senza venir tacciato d’essere un troll al soldo della carta stampata italiana? Sì, ti ho dato della grillina, il che è tutto dire. L’avevi capito?

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Satirico, pungente al punto giusto, simpatico, brillante e arguto…

Son tutte qualità di cui son sprovvisto…

I 8 PSE

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Catullo, Carmen LXXXV

Io amo la mia città. Eppure la odio. Perché è vecchia, nonostante sia giovane (1952).

Porto_Sant'Elpidio-StemmaPorto Sant’Elpidio è vecchia, così vecchia che non solo il casello dell’autostrada (7 agosto 2011) è stato inaugurato con 38 anni di ritardo rispetto al resto dell’A14 (1973) e 87 rispetto al primissimo tratto (21 settembre 1924), ma addirittura ci hanno fatto una festa. Cioè, capite? Nel 2011, per un casello autostradale… manco fosse uno Stargate! Tra l’altro un casello talmente piccolo che ha una sola corsia. Col diritto di precedenza per chi se ne va. Eravamo talmente in ritardo che il primo veicolo a passare era trainato da cavalli.

Io amo la mia città. Ci sono nato e cresciuto per i primi diciannove anni della mia vita, ci sono i miei più cari amici e tutta la mia famiglia, che amo nonostante io sia la “pecora nera“, dal loro punto di vista.

Ho vissuto a Bologna, Milano e Londra e adesso faccio l’animatore, e quando torno a casa soffoco. Perché PSE è una città gretta. È come vivere nel Truman Show, tutto ciò che è fuori copione non esiste o è “cinema”. A Porto Sant’Elpidio non ci sono drogati e non ci sono gay, non si abortisce e non si divorzia. Cristo, persino l’adozione è un argomento sgradevole di cui sparlare sottovoce e con le finestre chiuse. Nel 2013. Dopo Cristo. Se una di queste cose accade in una famiglia non è un dramma, è una tragedia. Non ci si sente disonorati ma feriti, lacerati. E si somatizza e ci si incazza, si cerca la pietà degli altri stigmatizzando il colpevole, perché sono tutte realtà estranee a quella cristallizzata nella campana di vetro di un’insulsa cittadina marchigiana di manco 26.000 anime. Fottesega che d’estate si riempia di turisti abruzzesi e umbri col cervello più vuoto delle proprie tasche. Da me i giovani o sono rimasti a ristagnare nello stesso giro di conoscenze o sono scappati in città universitarie, illudendosi di poter ricreare un ambiente d’ampio respiro e multiculturale che si risolve in concerti fini a sé stessi, perché il suolo portoelpidiense è tutt’altro che fertile.

Perché? Perché la gente che ci vive non si merita altrimenti: più della metà dei suoi abitanti ha più di quarant’anni, che si dividono tra la fabbrica e la chiesa, e i giovani –in parte come loro– credono di essere al centro del mondo mentre invece è solo un neo, e con la loro convinzione lo stanno rendendo uno sfintere.
Per carità, non c’è niente di male nel vivere in una cittadina del cazzo, il mondo ne è pieno e non è nemmeno colpa nostra, ma farsi abbagliare da Giri d’Italia, Bandiere Blu, piste ciclabili e quant’altro è semplicemente patetico, è una vivacità apparente. Abbiamo un multisala che ha strangolato i cinema tradizionali nel giro di decine di chilometri. Stessa cosa per l’Auchan con i piccoli commercianti. Da noi campano solo i cinesi e i magnaccia, che riempiono di puttane i 7 chilometri di statale e gli appartamenti della città col beneplacito dei cittadini, che vanno a protestare in comune e in privato triplicano gli affitti.

Quanti miei concittadini consultano la Biblioteca Comunale? Quanti partecipano a I Teatri del Mondo? Quanti invece fanno di bar e chalet il proprio luogo di culto? O andate a una processione o alla messa di una festività maggiore, sarà pienone. Di gente e bigottismo.

Io amo la mia città, eppure la odio. Perché ha bisogno di sentirsi quello che non è per stare bene con sé stessa.

Io odio la mia città.

Eppure la amo.

Però la odio, cazzo.

-m4p-

L’Innocenza dei Bambini 02×16

Bimbo: “Si mangia a bocca piena!”

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Bimbo: “Voglio andare da mamma.”
m4p: “Che le devi dire?”
Bimbo: “Una cosa.”
m4p: “Che cosa?”
Bimbo: “Che voglio andare da mamma.”
m4p: “Ah.”

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Bimba: “Nooo, devi farla andare là, così vado a prenderla fuori…”
m4p: “E no, lo scopo del gioco è ‘NON farla andare fuori’, non ‘FARLA andare fuori’…”
Bimba: “Eh?”

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Contenuti extra:

L’Ignoranza degli Adulti:
Ospite: “Tu di dove sei?”
m4p: “Sono marchigiano.”
Ospite: “Ah. È Calabria, vero?”

L’Innocenza dei Bambini 02×12

Quest’inverno lavoro in un villaggio a Sharm El Sheikh, ma solo con una stagione e mezza di ritardo m’è venuto in mente di raccogliere e pubblicare alcuni aneddoti leggendo i quali è facile capire perché adoro stare coi bambini. Lo so, sono un pirla. E so anche che molta gente non mi affiderebbe i propri figli se leggesse la radice cubica di quello che scrivo su questo blog, ma tant’è, come dice Google:”un uomo coerente crede nel destino, un uomo capriccioso nel caso”.
Buona lettura.

m4p: “Guardate, l’Uomo Invisibile!”
Bimba: “Dov’è il l’Uomo Invisibile? Non lo vedo…”

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Bimbo: “Io sono stato in due isole.”
m4p: “Lo sai che anche l’Egitto è un’isola?”
Bimbo: “Sì, lo so.”
Bimba: “Anch’io lo so, perché l’ho visto dall’aereo…”
m4p: “Bravi.”

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Bimbo: “Dove abiti?”
m4p: “Adesso abito a Sharm El Sheikh. Tu ci sei mai stata a Sharm El Sheikh?”
Bimba [ci pensa]: “No.”
m4p: “Complimenti.”

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Contenuti extra:

I Luoghi dell’Infanzia:
Sharle Scèdd (Sharm El Sheikh)

I Cartoni dell’Infanzia:
“Pippi Calzeumbre”

L’Ignoranza degli Adulti:
Ospite: “Qual è il tuo libro preferito?”
m4p: “L’Iliade.”
Ospite: “E di che parla?”